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“Anche questo Governo si accanisce contro le Ong”, dice la portavoce della Sea Watch

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:31
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La portavoce della Sea Watch, Giorgia Linardi, ritiene assurdo l’assunto secondo il quale le  Organizzazioni non governative incentiverebbero il flusso dei migranti e accusa il Governo di non essere abbastanza discontinuo dal precedente.

I continui sbarchi sulle coste italiane continuano a far traballare la stabilità della Maggioranza. All’interno del medesimo Esecutivo troviamo un Ministro degli  Esteri, Luigi Di Maio, che propone di rendere mettere fuori uso i barconi con cui i migranti arrivano e un capo del Viminale, Luciana Lamorgese, che spinge per modificare i Decreti sicurezza e cancellare le multe alle navi Ong. Le navi Ong sono state spesso viste come dei “taxi in mare”, un pull factor per le partenze. A spiegare che non è così è intervenuta Giorgia Linardi, la portavoce dell’Organizzazione non governativa Sea Watch. Linardi – intervistata da Huffington Post – ha dichiarato: “Assurdo pensare che le Ong influiscano sul flusso dei migranti nel mediterraneo. Dire che c’è questa correlazione è propoagandistico perché è scomodo avere delle navi in mare che denunciano quella che è la situazione”. La portavoce della Sea Watch in questo momento storico denuncia una strumentalizzazione dell’ emergenza sanitaria  per incrementare il sentimento di diffidenza verso i migranti: “Il Covid non può essere la scusa per condannare a morte le persone”. E, nello specifico, per quel che riguarda il nostro Paese punta il dito contro i Cinque Stelle che, nel 2018 al Governo con la Lega, votarono i Decreti sicurezza e ora continuano ad opporsi alla rimozione delle sanzioni amministrative alle navi Ong. Ma anche su altri aspetti Linardi accusa il Governo Conte bis di non essere poi così diverso dal precedente Esecutivo, quando al Viminale sedeva Matteo Salvini. Uno degli aspetti che segna la mancata discontinuità è il memorandum con la Libia : “Due settimane fa è stata rifinanziatala missione destinando milioni di euro alla guardia costiera libica per il respingimento forzato delle persone. E’ chiarissima la posizione di non discontinuità di questo Governo da quello precedente nei rapporti con la Libia ma anche nelle ispezioni accanite alle navi Ong tant’è che in questo momento ci sono ben 4 navi in fermo amministrativo”.

Già a maggio, in seguito al sequestro delle navi Aita Mari e Alan Kurd – riferiva Adnkronos – Giorgia Linardi accusava il Governo di accanirsi contro le navi Ong esattamente come ai tempi in cui c’era Salvini al ministero dell’Interno: “E’ preoccupante vedere utilizzata anche da questo Governo la stessa identica strategia di accanimento nei confronti delle navi Ong”.

Samanta Airoldi

Fonte: Huffington Post, Adnkronos