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Nozze con una ragazzina di 12 anni, Marco Travaglio difende Montanelli: “Lì muoiono prima”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:15
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Il giornalista Marco Travaglio difende Montanelli dalle polemiche sul razzismo.

Marco Travaglio, direttore della testata giornalistica Il Fatto Quotidiano, va controcorrente e difende lo storico scrittore Indro Montanelli dalle accuse di razzismo che hanno portato a chiedere la rimozione del monumento del letterato a Milano. Le proteste anti razziste, scoppiate in seguito all’assassinio del cittadino americano George Floyd da parte della polizia di Minneapolis, sono degenerate anche nel nostro paese e, dalla sacrosanta richiesta di rispetto e pari opportunità per tutte le razze ed etnie che convivono in Italia, si è arrivati a chiedere il bando o la rimozione di opere di valore storico. A portare i manifestanti a richiedere al sindaco Beppe Sala di rimuovere la statua di Indro Montanelli e di cambiare nome ai giardini dedicati all’autore è stato un episodio della vita dello scrittore che negli anni ’30 prese come concubina una bambina di 12 anni di etnia abissina durante il suo soggiorno in Etiopia: “La voce contro il razzismo non è mai abbastanza forte e la protesta è sacrosanta. Ma queste manifestazioni degenrano sempre in cose diverse”. Con queste parole, il giornalista Luca Sommi apre la sua intervista a Marco Travaglio per il talk show “Accordi&Disaccordi” dove il giornalista ha spiegato il suo punto di vista. “Indro Montanelli era figlio del suo tempo. Si recò in Abissinia da giovane e gli indigeni con cui viveva gli consigliarono di sposarsi” le parole di Travaglio – riferisce Il Fatto Quotidiano“Esisteva un accordo chiamato madamato con cui si chiedeva in sposa una ragazza, previa versamento di una dote. Questa tradizione etiope, includeva anche ragazze minorenni”. Secondo Travaglio, dunque, non ha senso giudicare con gli occhi dell’uomo moderno un avvenimento che risale agli inizi del ‘900, quando la società era senz’altro diversa, per non dire meno evoluta e sensibile: “Se Montanelli fosse stato razzista, si sarebbe rifiutato categoricamente di sposare una ragazza etiope” rincara la dose lo storico Angelo del Boca “Le leggi razziali di Mussolini infatti vietarono i matrimoni misti. Un razzista nemmeno ci prende un caffè con una ragazza africana, figuriamoci se si fa coinvolgere in un matrimonio”. Marco Travaglio ha aggiunto ironicamente di essere a favore della rimozione della statua per ragioni estetiche più che etiche: “Quella statua sembra un grosso tronco, è molto brutta” – le sue parole – “Se Montanelli fosse vivo sarebbe d’accordo con me”.

Marco Tavaglio ha rilasciato altre dichiarazioni sul caso della statua di Montanelli – riporta Famiglia Cristiana: “In Africa il matrimonio precoce è ancora una tradizione. In alcuni paesi, si moriva e si muore tuttora a trent’anni, per questo i matrimoni vengono celebrati molto prima del previsto” . E ancora: “Nel ‘900 questa pratica era normale, non era vista come una violenza ne dalla parte della ragazza ne dalla parte dell’uomo. Certamente Montanelli non era un santo ma non era un razzista”. Di fronte alle continue richieste dei manifestanti anti razzisti, anche il sindaco di Milano Beppe Sala ha preso saldamente posizione: “La statua rimane lì dov’è, sono pronto a discutere di razzismo quanto volete” – le sue parole riportate da Adnkronos “Chiedete di celebrare solo le vite senza macchia e senza errori? Rimarrebbero ben poche persone da ricordare”. La statua di Montanelli sembra destinata a rimanere dov’è anche se alcuni dimostranti l’hanno imbrattata alcuni giorni fa per protestare contro la decisione del sindaco.

Fonte: Adnkronos, Famiglia Cristiana, Il Fatto Quotidiano

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