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“Le intercettazioni dei giudici contro Salvini non fanno notizia a causa del Governo”, dice Paolo Mieli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:22
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Il giornalista Paolo Mieli ha parlato dello scandalo che sta coinvolgendo la Magistratura e del processo contro Salvini sul caso Open Arms, prendendone le difese.

palamara paolo mieli - Leggilo

L’emergenza sanitaria da Coronavirus che ha colpito il nostro Paese sembrava aver messo da parte, per un po’, gli altri problemi di tipo politico che, quotidianamente, invadevano le cronache ogni giorno. Eppure, proprio quando il virus sembra aver perso la sua carica infettiva – vista la curva dei contagi che tende a scendere di giorno in giorno – lo scandalo sulle intercettazioni relative al caso Palamara ha fatto luce su meccanismi interni alla magistratura non proprio limpidi. “Di questione morale non si può parlare se è utilizzata come mezzo per colpire gli altri. E’ un altro modo di usare politicamente la giustizia e fa più danno che altro”, ha commentato Paolo Mieli intervistato dall’HuffPost. Il giornalista, circa la riforma del Consiglio superiore della magistratura auspicata da molti, si dice contrario: sarebbe solo
una copertura per coprire gli scandali che, comunque, non saranno cancellati da formule burocratiche, pur diverse e rinnovate.

In effetti, gli scandali fuoriusciti in queste ore, sono solo il risultato di intercettazioni fuoriuscite già un anno fa. “C’era tutto il tempo di prendere provvedimenti ma non sono stati presi”, dice il giornalista, a causa anche del Governo che, essendo di sinistra, avrebbe preso sottogamba la situazione. Il prossimo passo, secondo Paolo Mieli, sarà l’istituzione di una commissione parlamentare o di una legislatura costituente. Tattiche, queste, per prendere tempo e non agire in concreto per modificare la situazione. “La politica continuerà a confondere le acque. Fa specie che quello che gira tra i vertici della magistratura sia ancora un modo di fare che mira a colpire qualcuno per le idee politiche”, ha proseguito nell’intervista. Qual è , allora, la situazione? Mandarli tutti a casa, anticipando l’elezione Csm anche attraverso il sorteggio. Nella stessa intervista, il critico si era espresso sul voto in Senato su Matteo Salvini, prospettando il voto a sfavore del leader della Lega. “Ho tuttavia paura che il giudizio sia determinato dalla voglia di colpire Salvini, sia da parte dei magistrati sia da parte dei parlamentari”, ha proseguito Paolo Mieli.

Qualche giorno dopo, in un intervento su La7, ospite a DiMartedì, Paolo Mieli ha tirato in ballo anche Conte, prendendo le difese di Matteo Salvini. “Se passerà un guaio giudiziario l’ex ministro e Conte no… sarà una clamorosa ingiustizia perché era partecipe come Premier”, ha detto. Parole accolte positive dall’ex Ministro che ha rilanciato il video dell’intervento di Paolo Mieli sui social e lo ha ringraziato “per l’onestà intellettuale di queste parole”.

Fonte: La7, HuffPost, Matteo Salvini Twitter

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