Coronavirus, il primario del San Raffaele: “Guariremo ma ora rischiamo la fame”

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Coronavirus, i dati della Protezione Civile confermano il calo. Ma il professor Andrea Zangrillo, primario di Anestesia al San Raffaele di Milano, giudica troppo restrittive le misure previste per la fase due, misure che rischiano di far crollare economicamente il Paese.

coronavirus zangrillo fase due

Sono 68.351 le persone attualmente malate di Coronavirus nel nostro Paese, 1.836 casi nel corso delle ultime 24 ore secondo la Protezione Civile.  Nelle ultime 24 ore sono venute a mancare 145 persone. Le persone che hanno perso la vita in Italia a causa del Coornavirus sono  state, ad oggi, 31.908. Il numero complessivo  di persone guarite in Italia sale a quota 125.176, dato accresciuto  2.366 unità nelle ultime 24 ore.  Le persone contagiate dal Coronavirus in Italia dall’inizio della pandemia sono 225.435. Nelle ultime 24 ore questo dato, che comprende attuali positivi, decessi e guariti si è incrementato di 675 unità.
Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 60.101 tamponi.
Migliorano ancora le condizioni degli ospedali. Il numero delle persone ricoverate con sintomi di Coronavirus sono 10.311, un dato che diminuisce di 481 unità rispetto  ieri. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 762, anche questo dato diminuisce di 46 unità nelle ultime 24 ore

Ora il problema è sopratutto economico e sociale 

Da lunedì 18 maggio molte attività commerciali potranno riaprire. Ma non si tornerà alla normalità. Infatti, il decreto del Governo prevede misure parecchio restrittive per ristoranti, bar, negozi, parrucchieri e stabilimenti balneari. Il Governo, in questi mesi, è stato supportato da un Comitato tecnico scientifico tra cui figurano anche medici come il professor Walter Ricciardi. Tuttavia, pur riconoscendo la competenza di questi esperti, non tutti giudicano positivamente le misure previste per le riaperture. Tra le voci fuori dal coro si a sentire quella del professor Andrea Zangrillo, primario di Anestesia al San Raffaele di Milano. Il medico – intervistato da TPI – reputa troppo rigide le restrizioni per le attività commerciali. Spiega che da tre giorni al San Rafaele e negli altri principali ospedali milanesi, non si vede un malato di Covid 19 e che si sta assistendo al venir meno della forza del Coronavirus.”Tutti coloro che hanno guardato questa malattia negli occhi, stanno osservando clinicamente l’abbattimento della forza del virus. Se non vengono allentate le misure nella ase due, chi è guarito dalla malattia morirà di fame”. Il primario ragiona che costringere un’attività, come un bar, a ar entrare un solo cliente alla volta equivale a farla chiudere. A suo dire gli esperti del Comitato tecnico scientifico, per quanto assolutamente competenti, hanno una visione troppo astratta dell’infezione virale. Dunque sarebbe opportuno che ascoltassero chi, invece, ha combattuto sul campo ogni giorno in questi mesi: medici e inermieri. La strategia della fase due – a detta dell’esperto – deve cambiare rispetto alla fase uno: ora bisogna puntare a tutelare le categorie a rischio ma far tornare a scuola i ragazzi. “La prudenza è molto diversa dalla mancanza di prospettiva. Se un paziente muore non di virus ma di morte sociale per me non cambia niente. Io sono un medico e devo salvare vite”.

Intervistato da L’Aria che Tira su La7, il professore ha espressamente dichiarato: “Io sogno un mondo senza mascherine”. Si è mostrato a volto scoperto, pur avendo un suo collaboratore lì presente in studio a circa 4 metri di distanza.

Infatti ha puntualizzato che se le persone rispettano il giusto distanziamento, non è necessario indossare le mascherine, specialmente se non si appartiene alle categorie a rischio. In merito al braccialetto vibrante, approvato dal presidente della Liguria Giovanni Toti, Zangrillo ha dichiarato: “Il presidente Toti sta cercando di dare un contributo intelligente ad una misura che dovremo rivedere”, specificando che il braccialetto che vibra non si basa su alcun fondamento scientifico. E ribadisce che se l’economia del Paese non torna a funzionare, i bambini non solo non andranno a scuola ma li troveremo in strada a chiedere l’elemosina.

Fonte: Protezione Civile, TPI, La7

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