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Coronavirus, malati di cancro a rischio: tra solitudine, paura e trattamenti sospesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:52
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I malati di cancro rappresentano una delle maggiori categorie a rischio per colpa del Coronavirus. Non solo a causa dei contagi.

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Il sovraccarico del Sistema Sanitario è il motivo principale per cui il Coronavirus è una pandemia estremamente pericolosa. Per fare spazio a reparti appositi forniti di respiratori e attrezzature per prevenire il contagio, gli ospedali di tutto il mondo sono stati costretti a mettere, per un attimo, in secondo piano altri pazienti, anche gravi. E infatti dal Regno Unito, una delle nazioni europee più colpite dal virus, arriva l’allarme: i malati di cancro sono la categoria che rischia di più per colpa del Covid-19. Ma non si tratta esclusivamente del rischio di contagio, quanto di non avere accesso alle terapie e di essere lasciati soli a fare i conti con una malattia insidiosa che ancora si fatica a combattere. Secondo il Daily Mail sono previsti 18.000 decessi per tumore nel prossimo futuro in Gran Bretagna. Le cifre riportate da Il Giornale sono esplicative: il 60% dei malati di cancro non si sta recando in ospedale per la chemioterapia mentre le segnalazioni di nuovi casi si sono ridotte del 76%. Il calo di segnalazioni e di frequenza presso le strutture dove si somministra la chemio si spiega, secondo il professor Peter Johnson che dirige il Nhs (Centro nazionale di cura oncologica) soprattutto con la paura dei malati di cancro di contrarre il Coronavirus“La paura del virus si traduce in un ritardo nella segnalazione di nuovi casi e nell’abbandono della terapia” – ha dichiarato il medico. E prosegue: “Tuttavia ci tengo a ricordare che per quanto sia insidioso il virus, i tumori non trattati sono letali. Se le persone non contattano le strutture per curarsi, i morti saranno migliaia”. E il medico invita i malati di neoplasie a non abbandonare le terapie e, in caso di necessità, a chiedere un supporto psicologico. “Consultazioni con terapeuti e medici possono aiutare a vincere la paura del cancro e del contagio da Coronavirus. Si possono trovare accordi con gli ospedali per usufruire della terapia riducendo al minimo il rischio di un contagio” ha spiegato il professor Johnson, invitando  i malati a non abbandonare la loro battaglia.

Infatti, oltre a fare i conti con il proprio male, le persone colpite dal cancro si trovano a far fronte anche a una situazione psicologica molto dura.  Trovarsi rinchiusi in casa per due mesi è un esperienza dura, anche solo per la paura di perdere il lavoro. Ma trovarsi isolati mentre si combatte una malattia che potrebbe risultare fatale, può diventare un fardello insostenibile. Per questa ragione, anche nel nostro Paese, si sono moltiplicate le iniziative di psicologi, oncologi e terapisti che offrono assistenza gratuita per via telematica a pazienti che stanno facendo i conti con il cancrodurante il lockdown. Anche se le cifre non hanno la portata di quelle del Regno Unito, l’Associazione italiana di Oncologia medica stima che il 15-20% dei malati rinuncia a recarsi in ospedale per paura del contagio. Repubblica riporta anche i nomi di alcune delle associazioni dove si può trovare sostegno psicologico e risposte alle tante domande sul virus e su quali siano i rischi per chi sta affrontando una terapia. Un esempio è l’Associazione Italiana malati di cancro che ha messo a disposizione una linea verde disponibile dalle 9:00 alle 19:00 dal Lunedì a Venerdì o la linea verde SOS Lit, a cui si può telefonare in forma anonima da Lunedì a Venerdì dalle ore 10:00 alle ore 15:00.  E’ fondamentale che in un momento così delicato le persone che stanno già combattendo con una grave malattia abbiano qualcuno a cui rivolgersi.

Fonte:  Repubblica, Daily News, Il Giornale

 

 

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