L’Italia ancora chiusa, Bruno Vespa: “Fra poco sentiremo la campane a morto”

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Il giornalista ha attaccato il Governo sulla decisione di prolungare la chiusura di bar, ristoranti e strutture alberghiere fino a giungo. Tante le critiche arrivate all’Esecutivo sulla cosiddetta fase 2, sia nei tempi che nelle modalità di aperture. 

Bruno Vespa all'attacco del Governo: "O pioveranno soldi per imprenditori o le campane suoneranno a morto" - Leggilo.org

La decisione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sulla cosiddetta fase 2, ha creato forti malumori nel Paese: cittadini, anche chi aveva sostenuto convintamente la fase 1 del Premier, oramai stremati dalla quarantena e commercianti sul piede di guerra, ormai alle prese con una crisi economica del settore, specie quello della ristorazione, che rischia di subire danni permanenti. Bar, ristoranti, strutture alberghiere, stabilimenti balneari: il settore turistico è uno dei motori economici di questo Paese, e far slittare il tutto al 1 giugno rischia di impedire di salvare almeno quel poco che è rimasto della preparazione invernale. La situazione è ormai critica: gli interventi monetari sono tantissimi e sarà complicatissimo garantire liquidità necessaria. Si lavora per un prestito a fondo perduto per le aziende, ma il Ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli ha parlato di discussioni incorso in seno al Consiglio dei Ministri, ma che ancora nulla è stato messo sul tavolo.

Al coro delle voci di dissenso, come spiega Il Giornale, si è unito il giornalista e  conduttore del programma di Rai Uno, “Porta a Porta”, Bruno Vespa. Vespa è anche un imprenditore vinicolo, proprietario della “Cantina Bruno Vespa”, che ha sede a Munduria, in provincia di Taranto, in Puglia, che porta avanti insieme ai suoi figli. Il conduttore della Rai rifornisce una zona ad alta densità turistica e conosce bene la realtà, quella della Puglia zona Salento, che vive maggiormente di turismo. Un messaggio breve ma deciso, un attacco diretto, portato via social dal giornalista: “Sono in conflitto d’interessi come produttore di vino. Ma con la riapertura di bar e ristoranti soltanto il primo giugno o sull’intero settore turistico pioveranno soldi dall’elicottero o sentiremo suonare campane a morto”. Una frecciata condivisa dai numerosi imprenditori, piccoli e grandi, che hanno commentato il post, anche loro costretti a stare nel limbo nell’attesa di una decisione definitiva. Una sicurezza, nel bene e nel male, che gli imprenditori avevano chiesto al Governo e che non si è ancora materializzata.

 

Fonte: Il Giornale, Account Ufficiale Bruno Vespa

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