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Troppo spazio dalla Rai alle Opposizioni per replicare a Conte, dicono PD e M5S

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:54
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Dopo gli attacchi a reti unificate del premier Giuseppe Conte ai leader dell’opposizione, i Tg della Rai hanno dato spazio di replica ma Cinque Stelle e Dem non hanno gradito.

scontri vigilanza rai

Venerdì 10 aprile, a reti unificate, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto il suo discorso annunciando la proroga delle misure restrittive fino al 3 maggio. Ma non si è fermato qua. Riguardo alla questione del Mes, il premier ha puntato il dito contro l’Opposizione e, nella fattispecie contro Matteo Salvini, segretario della Lega, e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, accusandoli di dire falsità. Essendosi tutto, ovviamente, svolto a porte chiuse e non all’interno di un regolare dibattito in Aula, gli accusati non hanno avuto modo di replicare. Per questa ragione – riferisce l’Ansa– il presidente della commissione Vigilanza della Rai, Alberto Baracchini di Forza Italia , sabato 11 aprile ha informato che, a seguito della richiesta di convocazione urgente della Commissione di Vigilanza da parte dei capigruppo di Centrodestra, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha fissato una riunione informale in videoconferenza per la giornata di martedi 14 aprile.

Nel frattempo, però, Baracchini ha chiesto, tramite missiva, alla rete pubblica di garantire quanto prima un proporzionato ed equo diritto di replica. Richiesta che è stata accolta. Infatti sabato 11 aprile le testate giornalistiche Rai hanno dato spazio ai leader dell’Opposizione. L’iniziativa di Baracchini, tuttavia, non era stata previamente concordata con il resto della commissione Vigilanza. E questo – spiega la Repubblica – non è piaciuto ad alcuni esponenti Cinque Stelle e Dem i quali hanno accusato Baracchini di non essere stato super partes e di aver favorito i suoi alleati di Centrodestra. Il senatore pentastellato Alberto Airola ha, addirittura, ipotizzato che i telegiornali Rai abbiano subito pressioni per far parlare gli esponenti di Lega e Fratelli d’Italia.

I consiglieri Rai Rita Borioni e Riccardo Laganà hanno commentato: “Le testate hanno già fornito ampi e forse eccessivi spazi di replica alle forze dell’Opposizione. Riteniamo, pertanto, che nessun’altro spazio specifico sia dovuto”. La capogruppo grillina in commissione Francesca Flati ha preannunciato che chiederà un’interrogazione ai vertici Rai su quanto accaduto. E non si sono tirati indietro neppure gli esponenti del Partito Democratico. L’ex governatrice del Friuli Venezia Giulia, la deputata Dem Debora Serracchiani ha, prima, giustificato le parole del Presidente del Consiglio poiché doveva rispondere alle menzogne dell’opposizione per metterle a tacere. Poi ha sostenuto: “Per la Lega va bene solo la Rai degli spot a Salvini di certi Tg nazionali e regionali sovranisti e l’informazione rilanciando le dirette Facebook del capitano del Papeete”.

Intanto, riferisce l’Adnkronos –  è arrivata la nota dell’Ufficio Stampa di Palazzo Chigi in merito alle polemiche seguite alla Conferenza stampa del Premier: “La decisione di trasmettere o meno le conferenze stampa del presidente del Consiglio – si legge nella nota – spetterà sempre e solo ai responsabili delle singole testate. Questi ultimi sono anche liberi di sostenere la singolare opinione secondo cui il presidente del Consiglio non dovrebbe smentire fake news e calunnie nel corso di una conferenza stampa rivolta al Paese, né dovrebbe parlare di un tema rilevante e di interesse generale come il Mes. Facciamo notare che Conte non avrebbe potuto evitare di affrontare il tema del Mes e chiarire le relative fake news veicolate dell’opposizione, visto che questo tema è poi stato oggetto delle domande poste dai giornalisti”.

 

Fonte: Repubblica, Ansa, Adnkronos

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