Coronavirus, la colpa del disastro in Italia è di che ha evaso le tasse, dice Vauro

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Nel corso della trasmissione Non è L’Arena, il vignettista Vauro Senesi ha puntato il dito contro gli evasori fiscali da lui ritenuti i principali responsabili della situazione sanitaria italiana.

Vauro Coronavirus - Leggilo.org

 

Il Coronavirus fa parlare di sé sotto i più svariati aspetti. Non solo si esprimono – come è giusto e doveroso – virologi, epidemiologi, infettivologi e scienziati. Non solo prendono la parola gli esponenti politici per emanare decreti volti al contenimento dell’infezione virale. Ma ultimamente assistiamo anche ad interventi di personaggi del giornalismo e del mondo dello spettacolo. Uno degli ultimi interventi in merito è stato quello del vignettista de Il Fatto Quotidiano, Vauro Senesi. Vauro, durante la puntata di domenica 29 marzo della trasmissione Non è l’Arena, condotta da Massimo Giletti su La7, ha puntato il dito contro gli evasori fiscali. Il suo bersaglio “velato” era l’imprenditore Flavio Briatore anch’egli ospite del programma. Briatore, infatti, aveva appena criticato l’operato del Governo sostenendo che, agendo con un certo ritardo, avesse provocato molti più decessi di quelli che sarebbero avvenuti se avesse agito per tempo. Al ché il vignettista ha commentato che la principale responsabilità della situazione attuale non è del Governo ma di chi evade le tasse. In quanto – a suo dire – chi evade le tasse contribuisce ad avere una sistema sanitario pubblico di scarsa qualità. “Quando sento accusare il Presidente del Consiglio di reati, mi stride qualcosa. L’evasione fiscale è un reato ben più grave”. Vauro ha espresso lo stesso concetto che già il presentatore Rai Fabio Fazio aveva enunciato qualche tempo fa e grazie al quale si era guadagnato un elogio da parte di Papa Francesco.

Tuttavia non si può non notare come le posizioni di Vauro in merito all’agito del Governo siano piuttosto cambiate. Solo fino a qualche settimana fa, infatti, il vignettista riteneva assurdo voler tenere a casa le persone sopra i 65 anni. Non solo. Addirittura difendeva lo spot della pizza al Coronavirus della tv francese  che ironizzava sul Covid 19. E lui stesso, un paio di settimane fa circa, aveva disegnato una vignetta, comparsa su Il Fatto Quotidiano, in cui scriveva: “Basta Coronavirus, ridateci l’Aids“. Chiaramente e aspramente satirica. Questa vignetta – riportava Adnkronos – suscitò l’immediata reazione di Rosaria Iardino, presidente dell’associazione The Bridge. Iardino accusò Vauro di non avere rispetto per tutte le 44.000 persone ad oggi morte per l’Aids in Italia. E aggiunse che una vignetta del genere uccideva due volte i defunti. Ma il vignettista non si scompose e rispose: “Non penso che nominare l’Aids sia uccidere due volte le vittime. Altrimenti dovrei credere che nominare l’automobile sia uccidere due volte chi è morto in un incidente”. E poi concluse:“La satira non è per tutti”.

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La vignetta di Vauro sul Coronavirus

Fonte: La7, Adnkronos

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