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Non discriminate i cinesi se mangiano topi, diceva Rula. Ma il virus devasta il mondo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:12
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In Cina sono stati riaperti i mercati di vendita di cani, gatti e pipistrelli. Proprio quei posti da dove, presumibilmente, si sarebbe diffuso il virus. Il Governatore del Veneto Luca Zaia, si scagliò duramente contro le abitudini alimentari dei cinesi, difesi invece dalla giornalista Rula Jebreal. 

Jebreal riaprono mercati cinesi - Leggilo

In Cina tornano i mercatini dell’orrore? Le bancarelle con in vendita cani, gatti, pipistrelli e animali sarebbero stati riaperti, appena dopo poco la fine dell’emergenza sanitaria. A riportarlo è il Daily Mail, che informa come a Guilin, località nel sud ovest del Paese, fino a Dongguan, più a sud, le attività sono state riaperte. E cani, gatti, scorpioni, serpenti, anatre e pipistrelli sarebbero tornati ad occupare le gabbie e ad essere esposti al pubblico. Gli animali, come è abitudine, sarebbero come sempre scuoiati vivi sul pavimento, per essere poi mangiati o usati per la medicina tradizionale cinese. Durante il picco della pandemia, il consumo di questo tipo di animali era stato dichiarato illegale.

Il rischio di epidemie, malattie, infezioni derivanti da queste pratiche è ormai noto, e ne abbiamo avuto una prova con il Covid-19. Ad allarmare, come se non bastasse, c’è anche il rischio dell’hantavirus,  con sintomi simili al Coronavirus ma che non si trasmette da uomo ad uomo. E tuttavia, afferma l’agenzia Agi, l’allarme è scattato quando uomo della provincia di Yunnan è morto su un autobus in Cina, diretto al suo luogo di lavoro nella provincia di Shandong. Sono state sottoposte al test anche le altre 32 persone che erano a bordo. “Per favore, non fatevi prendere dal panico, a meno che voi non abbiate intenzione di mangiare ratti”, ha scritto la scienziata svedese Sumaiya Shaikh in un tweet ripreso dal New York Post, che a sua volta, in un articolo, ha spiegato la situazione invitando le persone a restare cauti nell’affermare la diffusione di un nuovo virus. Sebbene gli esperti abbiano subito sottolineato che non si tratta di un nuovo virus e solo raramente è stato trasmesso da uomo a uomo, la perplessità sugli usi alimentari di alcune località della Cina e la contiguità tra uomini e animali rimane.

Ciò che sembra essere quasi certo, tornando al Coronavirus, è che il Covid-19 viene dai pipistrelli ed è poco mutabile. Ad affermarlo, riferisce Adnkronos, uno studio effettuato dall’università degli Studi ‘Alma Mater’ di Bologna, che ha messo a confronto i genomi dei 56 Coronavirus finora sequenziati da vari laboratori nel mondo, inclusi quelli dei due turisti cinesi con infezione confermata ricoverati allo Spallanzani di Roma. I ricercatori hanno confermato la probabile origine del Coronavirus da una variante animale: il parente più stretto sarebbe un pipistrello asiatico di medie dimensioni, rinvenuto proprio nella provincia dello Yunnan.

Luca Zaia e le frasi sui cinesi

Qualche mese fa, suscitarono parecchie polemiche le dichiarazioni del Governatore del Veneto Luca Zaia sulle consuetudini alimentari dei cinesi, quando il Coronavirus era all’inizio della sua diffusione. Durante un’intervista con l’emittente televisiva Antenna 3 Nord Est, il leghista sottolineò le ottime abitudini igieniche del popolo veneto a contrasto con le abitudini dei cinesi, responsabili di mangiare anche topi vivi. “In Veneto il numero dei contagiati è stato così contenuto in virtù della nostra igiene”, affermò Zaia. E ancora: “Siamo abituati a are spesso la doccia, lavare spesso le mani, controllare le date di scadenza degli alimenti. I cinesi, invece, li abbiamo visti tutti in quei video dove mangiano topi vivi”.

Frasi immediatamente messe sotto accusa, tanto che Zaia fece marcia indietro, inviando una lettera di scuse all’ambasciatore della Cina scrivendo: “Quando si sbaglia si sbaglia. Non voglio accampare giustificazioni. Non volevo offendere nessuno, ho solo sottolineato la differenza di usi e costumi. Come avrei potuto farlo anche paragonando l’Italia con altri Paesi europei”. Ma c’è chi non ha ritenne sufficienti le scuse di uno dei membri più apprezzati del Carroccio. La giornalista palestinese Rula Jebreal, infatti, dopo aver ripostato un video riportanti le frasi incriminate di Zaia, lo accusò duramente. Eppure, neanche la giornalista, reduce dalle polemiche sanremesi, passò indenne alle critiche. Alcuni, la invitarono a farsi gli affari propri. Altri, hanno sforato il limite cadendo nel sessismo e in offese.

 

Fonte: Daily Mail, New York Post, Rula Jebreal Twitter, Agi, Antenna 3 Nord est

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