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Coronavirus, contagiati 32 anziani, la casa di riposo diventa un Lazzaretto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:28
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In una casa di riposo in provincia di Napoli 32 anziani sono risultati positivi al Coronavirus. Nella Residenza Boromea di Mediglia, invece, 52 ospiti sono deceduti nel giro di pochissimo tempo.

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Il Coronavirus sta prendendo sempre più piede anche al Sud. Nella casa di riposo e degenza  Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli – riferisce Askanews – ben 32 anziani su 50 sono risultati positivi al Coronavirus. I sospetti sono iniziati dopo la morte di 3 persone che risiedevano presso il ricovero. Due di essi sono risultati positivi al Covid 19. Altri 5 anziani sono deceduti in seguito. Ora gli ospiti e il personale sono sottoposti al periodo di quarantena. Mentre il santuario mariano, a pochi passi dalla casa di riposo, è stato chiuso. Il cappellano della residenza per anziani, padre Luca è risultato negativo al tampone. Come negativo anche padre Alessio Romano, il priore dei frati Domenicani che abitano nel santuario. Oltre a 32 anziani del ricovero, sono risultati positivi anche 9 degenti e 14 dipendenti della RSA oltre ad un medico. E padre Alessio Romano ha spiegato a Il Mattino che, purtroppo, si è perso tempo: “Il primo tampone è stato richiesto dal medico curante di un degente il 17 di marzo: sono venuti ad effettuarlo solo il 23 marzo, in seguito a ben tre morti due dei quali risultati positivi. Sono stati persi 7 giorni fondamentali”.

Il Manifesto riferisce di una richiesta fatta, a tempo debito, per ottenere tutele, in particolare i tamponi, per degenti e operatori sanitari. Il direttore sanitario della struttura, Pasquale Boemio,  avrebbe risposto: “con toni piuttosto decisi, che non era il caso, di non creare inutili allarmismi” riferisce un’infermiera. “E solo l’avvio delle denunce da parte dei parenti delle vittime ha cominciato a smuovere le acque

E ancora più sconcertante la situazione della casa di riposo Residenza Borromea di Mediglia, comune a Sud di Milano. Qui, nel giro di poco, sono morti ben 52 anziani. Quasi tutti sono risultati positivi al test per il Coronavirus. Il primo caso conclamato – spiega la Repubblica – si era verificato il 4 marzo. L’amministrazione della casa di riposo assicura che, a partire da quella data, sono state adottate tutte le misure necessarie ad evitare la diffusione del contagio. Infatti – dichiarano – dal 4 marzo la struttura è stata chiusa ai visitatori esterni compresi i familiari degli anziani che vivevano lì.  Ma i familiari degli anziani deceduti hanno formato un comitato che agirà nei confronti della Regione e dell’Ats per andare fino in fondo alla questione e capire se davvero sono state adottate tutte le misure necessarie. Vogliono sapere se, una volta presa coscienza del contagio, gli anziani infettati sono stati separati da quelli sani. E se sono stati fatti i tamponi agli operatori che lavorano presso la struttura. Oltre all’immenso dolore per la perdita dei propri cari, infatti, i familiari ora sono in pena perché temono di essere stati contagiati dal Covid 19 e di aver, a loro volta, contagiato altre persone. Proteste anche da parte dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che hanno dichiarato che chiederanno alle prefetture lombarde di venire informati sulle condizioni degli anziani nelle strutture di riposo della Regione.

 

Fonte: Askanews, Il Mattino, Repubblica, Manifesto

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