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Invasore, fascista, falso credente: Guccini, Fiorello ed Enrico Rossi non vogliono sentire parlare Salvini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:00
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Durante questi mesi di emergenza Coronavirus non si sono fermati gli attacchi verso il capo del Carroccio, Matteo Salvini. Dal capo della Polizia Franco Gabrielli alle Sardine, dallo showman Fiorello al Governatore della Toscana Enrico Rossi: l’ex Ministro dell’Interno  è al centro della scena. 

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L’Italia sta attraversando un periodo mai visto prima, il più duro dopo la Seconda Guerra Mondiale. E la situazione si protrae da mesi ormai. In questo frangente  tutti ci aspetteremmo maggiore coesione e meno polemiche dai nostri politici. Ma, nonostante l’emergenza Coronavirus,  i dissensi e i polveroni hanno continuato a calcare la scena. Del resto è una vecchia storia: Salvini contro tutti e tutti contro Salvini. Mentre l’Italia sta attraversando quella che viene definita da molti come la più grande crisi di questo secolo, la politica non ha abbandonato la scena. Da “sciacallo” a “untore“, il leader della Lega subisce le critiche delle opposizioni anche durante l’emergenza Coronavirus. Partiamo dagli attacchi più recenti. Il 26 aprile il Governatore della Toscana, il Dem Enrico Rossi, dalla sua pagina Facebook, ha attaccato Matteo Salvini e Giorgia Meloni sostenendo pubblicamente che “fascioleghisti” è l’appellativo che meritano. In particolare, rivolgendosi alla leader di Fratelli d’Italia, ha scritto che è soprattutto merito dei partigiani se lei oggi è una donna libera e può addirittura fare la parlamentare.

Fascioleghisti. È il nome giusto per Meloni e per Salvini.

Non abbia paura Giorgia Meloni delle parole di Bella ciao cantata ieri da Francesco Guccini che inneggia così alla resistenza contro il centrodestra:
“Ma noi faremo la Resistenza, o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao ciao.ciao .. Noi faremo la Resistenza come fecero i partigian…
Meloni dovrebbe sapere che se lei è libera di dire ciò che vuole e di essere parlamentare, lo deve anche e soprattutto ai partigiani comunisti, socialisti, democristiani, liberali e persino monarchici che lottarono e vinsero contro i fascisti e i nazisti e che scrissero la Costituzione.
Se invece avessero vinto loro, i fascisti e i nazisti, l’Europa si sarebbe trasformata in un immenso campo di concentramento, in una dittatura spietata, violenta e senza nessuna libertà.
La storia non si ripete e Guccini non voleva certo inneggiare alla lotta armata; intendeva solo richiamare il valore e gli ideali della lotta partigiana nell’impegno contro il centrodestra che disconosce la Liberazione e il 25 Aprile.
Per questo, d’ora in poi, verso la Meloni e Salvini e il centro destra da loro rappresentato mi rivolgerò chiamandoli fascioleghisti.
È il nome giusto che spetta loro, per i loro ascendenti e per la cultura politica che li accumuna.
Per Berlusconi è diverso, non è un fascioleghista.
È stato un imprenditore e un politico di destra spregiudicato, il cui torto principale è stato quello di allearsi con i nipotini di Almirante e Mussolini, legittimandoli al governo.
Anche ora Berlusconi prende le distanza da Meloni e da Salvini, ma poi corre subito a dichiarare che l’unità con loro non è in discussione.

Il Governatore della Toscana ha preso apertamente e dichiaratamente le parti del cantautore Francesco Guccini il quale – spiega Fanpage – in onore del 25 aprile, festa della Liberazione ha “riattualizzato” alcune strofe del canto popolare  “Bella Ciao”. Guccini, in pratica, individua in Salvini e Meloni i nuovi invasori dell’Italia e invita i nuovi partigiani a portarseli via.

Proseguiamo andando a ritroso nel tempo. Poco prima di Pasqua, il leader della Lega aveva chiesto che venissero riaperte le Chiese per dare modo ai credenti di partecipare alla Santa Messa. Lo showman Rosario Fiorello  colse la palla al balzo per rispondere sarcasticamente, dal suo profilo Twitter, che si può pregare anche in bagno. “Anche io sono cattolico, ma non credo che Dio accetti le preghiere solo da chi va in chiesa. Se mi metto davanti al crocifisso, anche in cucina, non è la stessa cosa? Chi ha fede può pregare anche in bagno o in salotto, da qualsiasi parte, non c’è bisogno di mettersi eleganti e uscire tutti perché è Pasqua.

E, solo pochi giorni prima, Jasmine Cristallo, una figura di punta delle Sardine – intervistata da Adnkronos – aveva definito il segretario della Lega “maratoneta dello sciacallaggio politico”. nello specifico Cristallo accusava Salvini di sostenere il primo ministro Ungherese Orban che – a suo dire – è una specie di “duce”. “Il senatore Salvini, l’esegeta della contraddizione, il maratoneta dello sciacallaggio politico, criticava aspramente l’operato del presidente Conte definendolo ‘autoritario’ . Oggi lo ritroviamo tra i primi sponsor del neo Duce ungherese…”.

Gli insulti prima dello scoppio dell’epidemia

Ma anche prima dello scoppio dell’emergenza Coronavirus, gli attacchi a Salvini non mancano. Il 24 febbraio, il capo della Polizia, Franco Gabrielli  – riportava Il Giornale – parlando delle chiusure dei presidi di polizia stradale,  ha inveito anche piuttosto duramente contro il senatore Matteo Salvini e il suo ex sottosegretario, il canturino Nicola Molteni. A dare il via alla polemica era stata la chiusura del distaccamento di Polizia stradale di Casalecchio di Reno, contro cui la Lega si era duramente battuta durante la campagna elettorale per le regionali in Emilia Romagna. Il capo della Polizia Gabrielli, invece, era a favore della decisione di sopprimere quel dislocamento in quanto – a suo dire – inefficiente.Con un tono poco istituzionale Franco Gabrielli aveva asserito: “Non puoi dire ‘Le squadre nautiche non si toccano’ e poi non cambi la norma. Perché in quel momento ti comporti in un certo modo utilizzando lo sfintere di un altro”. Matteo Salvini, per tutta risposta, asserì, durante una conferenza stampa alla Camera, che il massimo dirigente della sicurezza dovrebbe esprimersi diversamente.  Parole tranquille ma che diedero  subito  adito a dure polemiche da parte degli avversari i quali si schierarono senza esitazione dalla parte di Gabrielli.

Poco prima della querelle tra Gabrielli e Salvini, a suscitare un certo clamore furono le parole del Leader della Lega sull’aborto.   Matteo Salvini – come ricorda il Corriere della Sera nel corso dell’ incontro al PalaCongressi dell’Eur, a Roma, aveva detto che l’autodeterminazione è un diritto di ogni donna ma che arrivare ad abortire per sei/sette volte significava, a suo avviso, avere uno stile di vita scorretto e dannoso per la salute. L’ affermazione del capo del Carroccio sugli “stili di vita incivili” aveva subito sollevato prevedibili polemiche. Selvaggia Lucarelli non aveva mancato di criticare Salvini dichiarando di avere anche lei abortito più volte. Anche il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti non le mandò a dire. “Matteo Salvini come al solito fa confusione, dice bugie è in questo caso aggredisce le donne italiane”, commentò a SkyTg24. “I problemi veri dell’Italia anche su questo, sono tanti; non si mette in discussione il diritto delle donne all’autodeterminazione ma bisogna mettere in campo politiche sulla natalità – proseguì – agire in prevenzione, in assistenza alle famiglie, intervenire sugli asili nido gratuiti e sull’aiuto alla natalità, perché sappiamo che è un paese a crescita zero”

Contro l’ex ministro Salvini fu anche Don Paolo Farinella. Sulle colonne de Il Fatto Quotidiano, il parroco aveva inveito duramente contro Salvini, accusandolo di strumentalizzare l’aborto per attaccare i migranti. “Poveretto, non sa che Sardine prendere né a che santo votarsi. Non gli resta che il ritorno all’antico amore: gli immigrati”. E ancora: “Gridare all’aborto è sub-cultura cattolica, e a Salvini interessa una sola cosa: manipolare. Rispetti le donne e gli conviene stare zitto”, concluse..

Fonte: Adnkronos, Fanpage, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano, Corriere della Sera, SkyTg24, Enrico Rossi Facebook, Rosario Fiorello Twitter

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