Coronavirus, Maurizio muore a soli 38 anni. Il papà: “Aveva una febbre strana”

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La storia di Maurizio raccontata dal papà Antonio Pinto. Un ragazzo di 38 anni, la più giovane vittima del Covid-19 in Italia. 

Coronavirus, papà Antonio parla di Maurizio, stroncato dal virus a soli 38 anni - Leggilo.org

Salgono i numeri dei decessi nel nostro Paese. Nella giornata di ieri, come riporta Il Corriere della Sera, sono saliti a 1.809 le morti causate dal Covid-19. Un numero elevatissimo. Ma dietro questi numeri ci sono persone, con le loro storie, le loro famiglie. Il quotidiano Repubblica, ne ha raccontato una di queste: forse quella che ci ha colpito di più, la storia di Maurizio Pinto, 38 anni, la persona più giovane ad essere stroncata dal nuovo Coronavirus. E a raccontarla è stato il padre, Antonio Pinto, un radiologo di un Comune poco fuori Bari, che si chiama Turi. Maurizio, all’età di 20 anni, fu investito e rimase sulla sedia a rotelle. Ma la sua gran forza d’animo fu più forte e riuscì a riprendersi in mano la sua vita. Lavorava come amministrativo in una Residenza per gli anziani a Bari. Da qualche mese le sue condizioni di salute erano peggiorate: era in dialisi, la faceva almeno tre volte a settimana. Poi la febbre improvvisa, come racconta il papà: “Agli inizi di marzo ha avuto una febbre strana. Non scendeva e io non me lo spiegavo. Dopo qualche giorno ho capito che c’era qualcosa che non andava e l’abbiamo portato in ospedale. Al Policlinico di Bari dove è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive”.

E continua: “Le sue condizioni sono parse subito gravi. Respirava a fatica con l’aiuto del casco respiratorio. Poi venerdì è arrivato l’esito del tampone per il Coronavirus: positivo. Ci hanno cacciato dal reparto, come era giusto fosse. E’ stata l’ultima volta che ho potuto vedere mio figlio”. Un dramma più  volte raccontato quello dei decessi che avvengono nelle stanze degli ospedali da soli senza la possibilità di poter vedere i propri cari. Il Covid-19 è nemico subdolo, che attacca tutti ed è particolarmente aggressivo con le fasce più deboli della popolazione. Nessuna idea su come abbia potuto contrarre il contagio, anche perchè, per il suo lavoro, Maurizio si recava spesso nella vicina città di Bari. Racconta il padre Antonio: “Qualcuno ha detto che avrei potuto trasmetterglielo io, magari dopo qualche convegno. Una bugia inutile. E’ uno scrupolo che non ho: non mi muovo da Turi da due anni. Maurizio, invece, girava moltissimo”. E conclude: “Lavorava come amministrativo in una Residenza sanitaria per anziani. Incontrava ogni giorno decine di persone per strada”. Ora il padre e la madre di Maurizio sono in quarantena, ma Antonio rifiuta la narrazione che vuole il Coronavirus soltanto concausa di morte. Maurizio prima dell’arrivo delle febbre usciva e stava bene è stato il Covid-19 a portarlo alla morte.

 

Fonte: Il Corriere della Sera, Repubblica

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