Home Cronaca Napoli, parla l’amico del 15enne ucciso a Napoli:”Dovevamo andare in discoteca”

Napoli, parla l’amico del 15enne ucciso a Napoli:”Dovevamo andare in discoteca”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:17
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Dopo la morte del 15enne che ha tentato una rapina ai danni di un carabiniere, interviene il suo complice e confessa che avevano tentato il colpo per avere i soldi necessari ad entrare in discoteca.

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E’ incredibile come la vita di un 15enne possa finire di colpo. Ugo Russo aveva appena 15 anni, era incensurato. Ma quella sera, la sera di sabato 29 febbraio, aveva deciso che, in un modo o in un altro, doveva recuperare i soldi per entrare in discoteca. E così lui e il suo amico, di due anni più grande, hanno avvistato una mercedes e l’hanno seguita. Appena è arrivato il momento buono, il 15enne è sceso dal motorino con il volto coperto e si è diretto verso l’auto puntando la pistola alla tempia del conducente.

L’arma, in realtà, era un giocattolo ma sembrava a tutti gli effetti vera. Il conducente non era uno qualunque: era un giovane carabiniere che in quel momento si trovava nell’auto con la sua fidanzata. Per paura ha reagito sparando due colpi con l’arma di ordinanza. E così quella che nelle intenzioni di Russo e del suo amico doveva essere una bravata, si è trasformata in una tragedia. Ora – riferisce la Repubblica – il 17enne amico di Ugo Russo ha confessato agli investigatori: “Ci servivano i soldi per la discoteca. Per questo lo abbiamo fatto”. Era stato lui, ha spiegato nel primo interrogatorio, a procurare la targa contraffatta apposta sul motorino e la pistola finta al suo amico di soli 15 anni. Tuttavia ha negato di aver commesso un’altra rapina insieme a Russo prima di assaltare l’auto del carabiniere.  Ma in ospedale nelle tasche di Ugo Russo sono stati trovati oggetti di valore come un orologio e una collanina.

Al momento le indagini sono condotte dal Reparto operativo dell’Arma guidato dal colonnello Alfonso Pannone. Si sta cercando di ricostruire la vicenda nel modo più preciso possibile attraverso l’autopsia del corpo del 15enne e i filmati di videosorveglianza della zona dell’accaduto. Il giovane carabiniere, di soli 23 anni, è accusato con l’ipotesi di omicidio volontario. I familiari di Ugo chiedono giustizia e accusano: “Il carabiniere gli ha sparato una prima volta al corpo. Ma una volta che Ugo si è alzato per scappare, gli ha sparato una seconda volta colpendolo alla nuca.  Poi ha inseguito l’altro ragazzo sparando ancora, ma mancando l’obiettivo”. Ed è soprattutto Vincenzo Russo, il padre di Ugo, che pretende sia fatta giustizia.“Mio figlio era un bravo ragazzo e un gran lavoratore. Aveva lasciato la scuola dopo la terza media e si dava molto da fare: come muratore, barista, garzone. Ed era incensurato. Il carabiniere ha voluto ucciderlo”. L’uomo – riporta Il Giornale – in passato ha avuto problemi di tossicodipendenza ma è pulito dal 2004 e ora, per vivere, percepisce il Reddito di Cittadinanza. Presi dalla disperazione i parenti di Ugo hanno devastato il pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini di Napoli, dove il ragazzo è morto.

Fonte: Repubblica, Il Giornale

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