Non solo in Cina: quando la Marzotto raccontava di aver mangiato sugo di topo

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Il Governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, ha asserito che la comunità cinese mangerebbe topi vivi. Ma, andando indietro nel tempo, scopriamo che anche nell’infanzia della contessa Marta Marzotto alcune consuetudini alimentari erano non dissimili.

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La contessa Marta Marzotto in giovane età

Ha suscitato un certo scalpore e non poche polemiche l’affermazione del Governatore del Veneto Luca Zaia sulle abitudini alimentari dei Cinesi. Come riporta SkyTg24, il leghista – nel corso di un’intervista con l’emittente televisiva Antenna 3 – ha asserito: “Solo 116 veneti sono stati contagiati dal Coronavirus. Questo grazie alle nostre ottimi abitudini igieniche. I cinesi, invece, li abbiamo visti tutti in quei video dove mangiano topi vivi”. In seguito alle accuse di quanti si sono scagliati contro Luca Zaia, reo di fomentare discriminazioni, il Presidente si è prontamente scusato per quanto detto.

Eppure, i cinesi non sarebbero gli unici a mangiare topi. Andando indietro negli anni, tra i nomi di chi aveva abitudine di mangiare i roditori spunta anche Marta Marzotto. La contessa, nota per le sue pregresse esperienze nel campo della moda, aveva l’abitudine, da ragazzina, di inzuppare il pane nel sugo di topo. A riportarlo è Il Giornale di Vicenza. Prima di convolare a nozze con il conte Umberto Marzotto, Marta viveva in condizioni modeste. Da qui, forse, le sue abitudini alimentari poco elitarie.

Nata in una famiglia contadina di umili origini, di cui lei non si è mai vergognata, la Marzotto si è avviata come modella fino ad arrivare al successo. Madre di cinque figlio, dal carattere frizzante e dallo spirito frenetico, la stilista è deceduta nel 2016, all’età di 85 anni. Intervistata quando era nota al pubblico, raccontò: “A mia madre dissero che mangiare il topo era l’unica soluzione per curare l’enuresi di mio fratello Arnaldo. Avrei voluto mangiare anche io il topo ma, siccome non facevo la pipì a letto, me lo impedirono. Così potei solo intingere un pezzo di pane nel sugo di topo”. Un episodio ricordato dalla contessa come un grande rimpianto.

Il passato di Marta Marzotto

Eppure, come si legge in un’intervista del 2013 sembra che Marta da ragazzina avesse il terrore dei topi, oltre che delle bisce e delle zanzare, portatrici di malaria e di cui le risaie del pavese erano piene. La contessa, infatti, nata in Emilia, era cresciuta proprio nelle risaie di Mortara dove, con la famiglia, si era trasferita quando aveva appena due anni per questioni lavorative del padre, di professione manovale. Un trasferimento definito da lei come la sua “fuga d’Egitto“.

Sono cresciuta nelle risaie, facevamo molta fatica ma la guerra ci aveva lasciato una gran voglia di vivere. Così la sera, dopo il lavoro, noi ragazze ci riunivamo per cantare e fare festa”, ha ricordato Marta. Un rapporto, quello con i topi, raccontato svariate volte ai suoi conoscenti anche durante le serate al Rotary Club di Vigevano. Il suo piatto preferito, però, era un bel risotto con le rane, piatto tipico della Lombardia che si divertiva a cucinare proponendolo ai suoi amici romani durante le serate chic. Per questo, la contessa Marta Marzotto  si era conquistata l’appellativo di “mamma del riso”.

Insomma: se i cinesi hanno le loro abitudini culinarie, reali o presunte, che a molti possono apparire strane, anche i lombardi non scherzano.

Fonte: Corriere della Sera, Il Giornale di Vicenza

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