Perferdinando Casini: “Le ‘Sardine’ sono il nuovo, ma Bonaccini non deve inseguirle”

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L’ex Presidente della Camera, bolognese doc, ha parlato con il Corsera delle imminenti elezioni regionali in Emilia-Romagna e del ruolo delicato che le “Sardine” si sono ritagliate nel dibattito politico. 

Casini avverte Bonaccini: "Sardine utili, ma guai a inseguirle" -Leggilo.org

Pierferdinando Casini, Senatore eletto nella lista Civica Popolare in appoggio al Partito Democratico, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui si è soffermato sul ruolo del movimento “Sardine” nella campagna elettorale per le regionali emiliane e, soprattutto, di quanto questo abbia effettivamente giovato al candidato, e Presidente uscente, del centrosinistra Stefano Bonaccini. Le parole di Casini sembrano voler essere da monito per il Centrosinistra, che così troppo in fretta ha santificato il neo movimento. Pur riconoscendo la validità di una mobilitazione di massa, come riporta Il Fatto Quotidiano sull’evento di Mattia Santori e soci a Bologna, l’ex Presidente della Camera si focalizza sullo scontro, alimentato a suo dire dai media, che è passato da Stefano Bonaccini-Lucia Borgonzoni a “Sardine” vs Matteo Salvini. Risulta una visione interessante, la sua, dal momento che tale trasformazione della campagna elettorale, ha inevitabilmente modificato la consultazione regionale, divenuta un test nazionale per il Governo guidato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Per il Senatore bolognese, in tal modo, si rischia di far passare in secondo piano i programmi dei due candidati, o peggio, per il centrosinistra, di affidarsi alle “Sardine” per resistere all’attacco del centrodestra nel fortino rosso per eccellenza. Spiega Casini: “Bene le Sardine, una ventata d’aria purissima nella politica italiana. Ma in Emilia-Romagna il voto riguarda la scelta tra Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni. Non abbiamo alcun interesse a far passare il messaggio che sia un voto Sardine contro Salvini. Accettando questo schema, si fa il gioco di chi fin dall’inizio della competizione si è sforzato di dimostrare che quella dell’Emilia-Romagna era una partita nazionale”. Ma è chiaro che sarà il responso delle urne a decretare se le “Sardine” abbiano aiutato o meno il Centrosinistra. Ma guai, avverte il Senatore, a parlare di test nazionale. Anche perchè se il Partito Democratico di Nicola Zingaretti ha bisogno di movimenti esterni per vincere nella “sua” Emilia-Romagna, cosa accadrà in altre Regioni dove il partito è meno radicato? Continua Casini: “Se riuscissero davvero a riportare alle urne elettori delusi del Centrosinistra che non avevano intenzione di votare, sarebbe una grande cosa. Il Governo? Se si dovesse perdere va comunque ricordato che  certe sconfitte producono addirittura effetti opposti a quelli preventivati. E comunque la vita e la morte del governo dipendono dalla sua capacità di lavorare bene”.

 

Fonte: Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano

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