Pietro Genovese ha trascorso il Natale in Umbria, le famiglie straziate salutano Gaia e Camilla

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Un serata dove l’ennesima imprudenza è costata cara ed ha distrutto tre famiglie. Si era messo alla guida della sua auto dopo aver bevuto troppo Pietro Genovese, figlio di Paolo, che nella notte tra sabato e domenica scorsi su Corso Francia, nel quartiere romano di Ponte Milvio, ha investito e ucciso con la sua auto due 16enni: Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann.

Camilla Romagnoli, travota ed uccisa a Corso Francia – Leggilo.Org

E’ stato notificato dagli agenti della polizia locale di Roma Capitale l’ordine di arresto (ai domiciliari) nella casa di Todi, in Umbria, dove stava trascorrendo le feste di Natale. Pietro Genovese è stato così riaccompagnato dalla sua famiglia a Roma. Pietro, il figlio del regista Paolo Genovese, è accusato di duplice omicidio stradale in relazione all’ incidente mortale su Corso Francia, a Roma, avvenuto nella notte di sabato 21, dove hanno perso la vita Gaia Von  Freymann e Camilla Romagnoli. Si svolgeranno venerdì 27 dicembre a Roma, i funerali di Gaia e Camilla– informa RaiNews- la messa verrà celebrata intorno alle 10.30 nella parrocchia del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore, in via Flaminia Vecchia

Gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, coordinati dall’ aggiunto Nunzia D’Elia e dal pm Roberto Felici, ieri pomeriggio hanno raggiunto il giovane appena rientrato dall’ Umbria, dove aveva passato il Natale nella casa di famiglia, mentre i familiari delle due ragazze chiedevano la restituzione dei corpi, scrive il Fatto Quotidiano, per poter procedere alle esequie. Le due amiche saranno insieme anche per l’ultimi saluto.

A motivare l’ordinanza di 9 pagine che dispone gli arresti domiciliari del ragazzo, emessa ieri dal gip della Capitale, Bernadette Nicotra, nei confronti del 20enne, ci sarebbe anche un altro importante elemento: la velocità. Correva troppo Pietro quella tragica sera. Ed è per questo che non sarebbe riuscito a evitare l’impatto, fatale per le due adolescenti. Camilla e Gaia, compagne di classe e amiche per la pelle, sono morte sul colpo. Tranciate dal Suv Renault Koleos guidato dal ragazzo. Secondo il giudice, la «velocità alla quale procedeva» Genovese, non era «commisurata» ai limiti di velocità. Il ragazzo,  era in auto con due suoi amici,  scrive il Secolo XIX, e sembrava viaggiasse a circa 100 km/h. Un’enormità, rispetto 50 km/h imposti per legge. Secondo quanto si apprende, inoltre, il 20enne avrebbe tentato anche alcuni sorpassi pericolosi prima di centrare le due adolescenti.

 

 

Fonti: Secolo XIX, Fatto Quotidiano, RaiNews

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