Home Cronaca Gaia e Camilla, il risultato dell’autopsia. Pietro Genovese rischia 18 anni

Gaia e Camilla, il risultato dell’autopsia. Pietro Genovese rischia 18 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:51
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Gaia e Camilla, il risultato dell’autopsia spiega la dinamica dell’incidente e lascia pochi dubbi. E scioglie la riserva su una morte causata da altri.

Gaia e Camilla parla l'autopsia - Leggilo.org
Corso Francia, il luogo dell’impatto – Leggilo.Org

Gaia e Camilla sono morte per lo sfondamento della scatola cranica causato dall’impatto con l’auto guidata da Pietro Genovese. Sono questi i primi esiti dell’autopsia disposta dal pm di Roma, Roberto Felici. Sono state trovate altre fratture ma non segni di trascinamento il che farebbe supporre che le due ragazze, che sono morte sul colpo, non sarebbero state colpite da altre auto come si era ipotizzato in un primo momento. Qualcuno aveva affermato che dopo la prima auto, quella di Pietro Genovese, le due compagne di scuola fossero state colpite anche da altre vetture sopraggiunte. Un’ipotesi che apriva a responsabilità condivise tra più automobilisti. E invece no: è bastato un solo tremendo impatto per porre fine alla loro vita. Filippo che era con loro quella sera, parlando con Repubblica ha ricostruito le ultime ore: “Le ho incontrate in piazza a ponte Milvio. Il coprifuoco di solito scatta verso mezzanotte e a quel punto sono tornate indietro. Pioveva, forse andavano di fretta. Dicono che abbiano attraversato con il rosso per i pedoni, tenendosi per mano“.  Un amico delle ragazze ha raccontato al Messaggero il momento dell’impatto: “Ho sentito una frenata, mi sono girato ho visto Gaia che era stata colpita ed ha iniziato a rotolare. Ho visto anche Camilla, erano entrambe insanguinate. Poco dopo è venuta l’ambulanza che ha fatto i test per capire se erano ancora vive. Erano tutte e due morte“.  Jacopo un altro amico, è stato tra i primi ad arrivare sul luogo dell’impatto: “Il cellulare segnava le 00.43. Non lo scorderò mai, i corpi erano ancora lì

Il mio primo pensiero va alle famiglie colpite da tragici in cui hanno perso la vita prematuramente Gaia e Camilla e il giovane Raphael, senza dimenticare tutte le vite spezzate troppo presto. Noi non siamo solo agenti ma anche genitori e queste tragedie inevitabilmente ci toccano da vicino“. Lo afferma, il comandante della polizia di Roma Capitale, Antonio Di Maggio in una nota riportata dal Corriere della Sera,  “Mi rivolgo all’investitore e più in generale tutti coloro che si mettono alla guida, invitandoli a riflettere su comportamenti che finiscono per distruggere famiglie intere – ha detto ancora Di Maggio.- Quanto accaduto, lascia un segno profondo su tutti noi. Non mi stancherò mai di ricordare ancora una volta di porre la massima attenzione quando ci si mette al volante, di non bere, di rispettare i limiti di velocità e di evitare tutte quelle condotte che possono mettere a repentaglio la propria vita e quella altrui. Ve lo chiedo come comandante ma ancor prima come padre di famiglia“.

 

 

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