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Lucia Annunziata e “Repubblica” vogliono che Liliana Segre sia il prossimo Presidente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:24
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La giornalista Lucia Annunziata, durante un convegno, ha lanciato la proposta di candidare la senatrice a vita Liliana Segre come prossimo Presidente della Repubblica. La proposta è stata accolta con favore e rilanciata dal direttore di Repubblica Carlo Verdelli.

Segre presidente repubblica

Dobbiamo creare noi il cambiamento, dare una svolta all’Italia. Basta con presidenti della Repubblica partigiani. Io voglio vedere Liliana Segre al Quirinale”. Queste – riferisce Huffington Post – le parole della giornalista Lucia Annunziata durante un convegno incentrato proprio sulle trasformazioni: “Metamorfosi. Le conseguenze del cambiamento”. A gennaio Liliana Segre, 89enne ebrea, sopravvissuta all’Olocausto, è stata nominata senatrice a vita dall’attuale Presidente Sergio Mattarella e tra poco potrebbe trovarsi a prendere il suo posto. La proposta di Lucia Annunziata è subito stata intercettata da Carlo Verdelli, il direttore del quotidiano Repubblica: “Sottoscrivo in pieno questa proposta, alta e nobile. Liliana Segre è un simbolo per tutti noi e per l’Italia intera“.

E, infatti, dopo l’approvazione della mozione presentata proprio da Segre per la creazione di una Commissione parlamentare anti odio, la senatrice è diventata un simbolo di lotta e resistenza per molti. Lotta contro ogni forma di discriminazione, razzismo e antisemitismo. Recentemente, in seguito alla sua dichiarazione di ricevere minacce di morte, le è stata anche affidata la scorta, come in precedenza fu affidata al giornalista Roberto Saviano. E proprio Saviano, di recente, non ha perso occasione per accusare i soliti “nemici”, il leader della Lega Matteo Salvini e la leader di FDI Giorgia Meloni, dichiarando: “Se Liliana Segre ha bisogno della scorta è solo colpa vostra che diffondete odio”. In relazione a questo, anche Carlo Verdelli ha commentato:”E’ vergognoso che una sopravvissuta ad Auschwitz sia costretta a girare con la scorta per essere sicura. Spero che resista a tutta questa pressione negativa perché so che è molto turbata“. E, come riporta Repubblica, anche il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese si è subito schierata per sostenere Liliana Segre “Dal linguaggio di odio si passa facilmente ad azioni pericolose. Non dobbiamo mai abbassare la guardia”.

Insulti, Liliana Segre non è la sola vittima

Tuttavia Liliana Segre non è la sola in Italia a ricevere insulti e minacce. Anche il senatore della Lega Tony Iwobi, di origini africane, proprio a causa del colore della sua pelle viene bersagliato quasi ogni giorno. Come riporta Adnkronos, qualche giorno fa il senatore ha dichiarato “Io ricevo insulti e offese ogni giorno sui social. Mi chiamano “negro da cortile” oppure “negro verde venduto”. Vi assicuro che nessun quotidiano si è mai interessato a tutto questo e nessuno ha mai condannato l’odio rivolto a me”. Un altro senatore, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, pochi giorni fa avrebbe ricevuto minacce di morte: gli è stato fatto recapitare un proiettile. Pochi media si sono soffermati su questo evento, segnalato solo da TeleRomagna24. Qualche mese fa, sui muri dell’Università Statale di Milano, alcuni studenti hanno esposto uno striscione con scritto “Salvini muori, sei un infame. Sparate a Salvini”. L’estate scorsa, durante la celebre festa romana della Pignatta, un gruppetto di giovani e meno giovani si erano dilettati a prendere a bastonate una palla appesa su cui era disegnata la testa del segretario della Lega. Ma non solo non è stata espressa altrettanta solidarietà.

Segre e Salvini, minacce diverse secondo Lili Gruber ed il PD

Come riferisce Open, il senatore del PD Franco Mirabelli, ha sostenuto: “Ma come si permette Matteo Salvini di paragonare le sue minacce con quelle che riceve Liliana Segre. Questo dimostra che non conosce la Storia. Segre è stata vittima della Shoa. Quelle che rivolgono a lui sono solo sciocchezze”. Un posizione non diversa è stata espressa dalla giornalista Lili Gruber: “Trovo abbastanza sconcertante – ha detto – che Matteo Salvini paragoni se stesso e la sua biografia a quella di Liliana Segre. E che abbia equiparato le minacce di morte ricevute dalla senatrice a vita a quelle che ha ricevuto lui. Ma come si permette?”. L’ex Ministro dell’Interno ha commentato: “Massima solidarietà a Liliana Segre. ma trovo assurdo che ci siano minacce di morte di serie A e altre di serie B. Questa è pura strumentalizzazione”. Anche il suo ex sottosegretario, l’onorevole Nicola Molteni, sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Liliana Segre è un simbolo importantissimo per tutti noi. Condanniamo ogni forma di insulto, odio e antisemitismo. Ma diciamo un chiaro no alla strumentalizzazione politica di questa donna e della sua tragedia per secondi fini”.

Nicola Molteni ha aggiornato il suo stato.

Cittadinanza onoraria alla Senatrice Segre.

Il Pd canturino chiede di riconoscere alla senatrice Segre la cittadinanza onoraria.
Liliana Segre è una donna straordinaria che attraverso il racconto pubblico della sua drammatica esperienza ha saputo incarnare il più alto monito contro gli orrori del totalitarismo.
Condanno, senza se e senza ma, le ingiurie, le offese e le minacce rivolte alla Senatrice Segre e al contempo chi ammorba la nostra comunità con una complice indifferenza.

Condanno l’Antisemitismo e tutte le forme di totalitarismo ideologico dal nazismo, al comunismo al fondamentalismo islamico.
La senatrice a vita Liliana Segre merita la cittadinanza di Cantù come di ogni comune italiano perché il suo impegno trascende i limiti territoriali e politici.
Ripudio invece ogni vigliacco tentativo politico di strumentalizzare per scopi di visibilità una donna che è patrimonio di tutti.

Fonte: Adnkronos, Open, Huffington Post, Repubblica, TeleRomagna24, Nicola Molteni Facebook.

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