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Per il Prefetto la senatrice Liliana Segre è in pericolo: avrà la scorta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:42
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Liliana Segre, senatrice a vita, avrà la scorta che la porterà nei suoi eventi pubblici. Una misura di protezione dopo le manifestazioni d’odio dei giorni scorsi.

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Qualche giorno fa Liliana Segre, senatrice a vita, è stata ospite del programma di Massimo GramelliniLe parole della settimana”. Alla domanda del giornalista sul tatuaggio 75190 che le è stato impresso mentre era prigioniera ad Auschwitz sul fatto di toglierlo o coprirlo, lei ha risposto, come riporta Il Corriere della Sera: “Assolutamente no. Quel numero lo porto con grande onore perché è la vergogna di chi lo ha fatto. Persone odiate per la colpa di essere nate e che non avevano più diritto al loro nome diventano un numero. Il numero serve, in quella numerazione, per sapere quanti pezzi c’erano. Io sono stata un pezzo”. Una donna che ha fatto del ricordo e della memoria la sua vita, mentre tanti – soprattutto oggi – preferiscono dimenticare. Lo scriveva anche il filosofo Paul Ricoeur nel suo libro “La memoria, la storia, l’oblio” in cui si riflette sul diritto di ricordare, ma anche di un oblio felice. Liliana Segre non ha scelto questa seconda via e ha lavorato tutta la sua vita – ora che ha quasi 90 anni – affinché il mondo sapesse. Peccato che il mondo sia fatto di persone e che a volte sono stupide. Liliana Segre avrà infatti la scorta a causa di tutte le manifestazioni d’odio avvenute ultimamente.

Liliana Segre avrà la scorta

I carabinieri del Comando provinciale di Milano garantiranno la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre. La misura di protezione – che era in discussione da tempo – è stata varata mercoledì 6 novembre dal Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico presieduto dal prefetto Renato Saccone. Si tratta di un livello di difesa, a seguito delle manifestazioni d’odio dimostrate contro la sopravvissuta: non soltanto i 200 haters al giorno, ma anche lo striscione che Forza Nuova ha esposto nei dintorni del teatro di via Fezzan, a Milano, dove Liliana Segre aveva un incontro pubblico davanti a 500 studenti assieme a don Gino Rigoldi. Lo striscione recitava: “Sala ordina: l’antifà agisce. Il popolo subisce” come riporta Repubblica.

In realtà la campagna d’odio risale almeno al 2018, quando è stato aperto un fascicolo in Procura dal pool antiterrorismo del magistrato Alberto Nobili, anche se è stato l’attuale Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a dare a questa misura la massima priorità, dimostrandosi ancora una volta lontano dal pensiero del suo predecessore Matteo Salvini, che invece voleva revocarne diverse. Proprio lui però si è schierato a favore della Segre, come riporta Corriere:Le minacce contro la Segre, contro Salvini o contro chiunque sono comunque gravissime”.
In merito a queste manifestazioni, la senatrice ha detto: “Ogni minuto della nostra vita va goduto e sofferto. Bisogna studiare, vedere le cose belle che abbiamo intorno, combattere quelle brutte e non perdere tempo a scrivere a una 90enne per augurarle la morte. Tanto c’è già la natura che ci pensa”.

Una testimonianza davvero preziosa quella di Liliana Segre, che dovrebbe essere accolta in rigoroso silenzio e commozione.

Fonte: Corriere della Sera, Repubblica

 

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