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Morte di Luca Sacchi, cosa è successo veramente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:24
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La sera del 23 ottobre, tra Via Zamboni e Via Mommsen, nei pressi del pub “Jonh Cabot”, il giovane Luca Sacchi che si trovava in compagnia della fidanzata Anastasiya Klymnek, viene colpito alla testa da un colpo sparato a bruciapelo. Inizialmente si pensa ad una rapinata finita male ma le indagini sveleranno che la realtà in cui è maturata la morte di Luca Sacchi è molto diversa.

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L’omicidio di Luca Sacchi e la prima ricostruzione

La sera del 23 ottobre, nei pressi del pub “Jonh Cabot” di Via Bortoloni a Roma, Luca Sacchi e la sua fidanzata Anastasiya Klymnek vengono avvicinati da due uomini. Una discussione accessa, poi una breve colluttazione ed infine uno sparo, che colpisce il giovane alla testa. Le sue condizioni appaiono subito critiche. Trasferito in ospedale non riuscirà a salvarsi. Un omicidio cruento che l’indomani mattina lascia sgomento un Paese intero. Il racconto della giovane è drammatico: Luca avrebbe reagito ad un tentativo di scippo e per difendere lei dalla violenza dei due aggressori. I due uomini avrebbero tentato di rubare la borsa della ragazza e, dinanzi al suo rifiuto, l’avrebbero colpita in testa con una mazza. Il giovane ha cercato dunque di difendere la sua fidanzata, ma uno dei due aggressori dopo aver tirato fuori la pistola, lo avrebbe colpito in testa, da una distanza molto ravvicinata. Un evento tragico che ha alimentato un dibattito sulla condizione della sicurezza delle nostre strade ed in particolare della Capitale, come vi avevamo raccontato in questo articolo
relativo alla polemica tra il premier Giuseppe Conte e il segretario della Lega Matteo Salvini.

Ma il riserbo degli inquirenti, mentre divampava il dibattito politico, ha lasciato subito intuire che la ricostruzione fatta degli eventi di quella sera era stata frettolosa e poco veritiera. Lo stesso Capo della Polizia, Franco Gabrielli aveva dichiarato dopo poche ore che “la storia dei due poveri fidanzati derubati non regge molto”. La versione della ragazza, il modus dell’omicidio, lasciavano trapelare una realtà diversa.

L’arresto di Del Grosso e Pirino

Due giorni dopo, grazie alle indagini della polizia, vengono arrestati con l’accusa di omicidio Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Giovanissimi, appena 21enni, sono stati i due aggressori della coppia. Dopo essersi inizialmente avvalsi della facoltà di non rispondere, hanno deciso di collaborare e di raccontare la loro versione. Del Grosso in particolare ha dichiarato che non aveva intenzione di sparare, ma solo di terrorizzare Luca Sacchi. Il colpo sarebbe partito per sbaglio e sarebbe “colpa del rinculo dell’arma” riferisce Skytg24. Ma per il Gip Cappiello risulta chiara “la volontà di uccidere”. I due hanno affermato che desideravano soltanto riprendersi i soldi che la ragazza aveva con sè. Ed è da questa dichiarazione che si sviluppa il nuovo filone dell’indagine.

La posizione di Anastasiya Klymnek

Sin dall’inizio la versione della ragazza ucraina non ha convinto la Procura di Roma. Troppe le domande che ancora necessitano di risposte alla luce dei nuovi elementi affiorati dall’indagine. Il Pm Nadia Plastina ha convocato la giovane per una seconda audizione, anche se la Procura della capitale comunica che non ci sono indagini a suo carico. Come rivelato da Repubblica, stando ai tabulati telefonici, Anastasiya sarebbe stata in contatto, nei due giorni precedenti la morte di Sacchi, proprio con Del Grosso e Pirino, autori materiali dell’omicidio e con Manuel Incani e Valerio Rispoli, tutti presenti la notte della morte di Luca Sacchi nel pub o nei pressi di Via Bortoloni.

Fattore determinante per la svolta delle indagine è stato il ritrovamento dello zaino che Anastasiya aveva con sè la sera della morte di Luca Sacchi, nei pressi dello spartitraffico lungo il vialone di accesso a Tor Bella Monaca dal Grande Raccordo Anulare, su indicazione proprio di Del Grosso. Gli inquirenti, che inizialmente avevano ipotizzato un cifra di duemila euro, sospettano che all’interno vi si trovassero circa 35 mila euro. Si è delineato così uno scambio di droga finito male, ma date le modalità dell’omicidio e le cifre descritte, la questione non riguarderebbe un consumo personale per la coppia ma di un giro molto più ampio. Anastasiya dovrà anche rispondere ad altre domande: in primo luogo sulla versione della sua aggressione. Non ci sono referti medici che attestino l’aggressione subita dalla giovane. La ragazza è stata portata in ospedale, ma ore dopo l’omicidio perchè profondamente scossa e non per delle ferite riportate. Su questo particolare poi, ci sono versioni discordanti di diversi testimoni: un amico della coppia ha confermato che la ragazza è stata colpita, mentre altri, che al momento si trovavano fuori dal locale hanno sostenuto invece che la ragazza stesse bene.

Altri particolari inquietanti affiorano: le registrazioni di alcuni locali commerciali di Via Bortoloni mostrano come, al momento dell’aggressione, Luca Sacchi si trovasse da solo e non in compagnia di Anastasiya. In più, secondo l’autopsia, Sacchi sarebbe stato colpito con una mazza sugli arti. Altra incongruenza sono le Smart sequestrate dai carabinieri: la ragazza sostiene che i due aggressori siano scesi dall’auto, ma alcuni testimoni hanno dichiarato che sono usciti dal vicolo a piedi e rincorso Sacchi. Versione dunque molto diversa dalla prima deposizione di Anaastasiya. Intanto oggi, il legale di Sacchi, Paolo Salice, terrà una conferenza stampa, alla quale non è stata invitata Anastasiya, che ha già comunicato di essersi affidata ad un legale diverso.

Fonte: Repubblica. Skytg24, FanPage

 

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