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Chef Rubio senza freni, insulti a Rita Dalla Chiesa e Massimo Giletti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:38
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Rubio fa ancora polemiche sui  poliziotti uccisi a Trieste. Chiarisce con il fratello di una delle vittime ma attacca Salvini, Rita Dalla Chiesa e Massimo Giletti.

 

Non si fermano le polemiche di Chef Rubio riguardo alla tragedia avvenuta lo scorso 4 ottobre a Trieste dove due giovani agenti hanno perso la vita nel corso di una sparatoria. I due poliziotti erano l’agente scelto Pierluigi Rotta di 34 anni e l’agente Matteo Demenego di 30 anni, morti sotto i colpi di pistola del 29enne domenicano Alejandro Meran, portato in Questura insieme al fratello per rapina. Dapprima Rubio ha inveito, come spesso è solito fare, contro le Forze dell’Ordine sostenendo che i poliziotti non erano preparati e che lui in mano a questa gente non si sente al sicuro. Non si sono fatte attendere le reazioni. Il primo a rispondere per le rime allo chef televisivo è stato Gianluca Demenego, fratello di uno dei due agenti uccisi il quale – come riporta SkyTg24 – prima lo ha minacciato. Dopo pentito delle parole forse un troppo pesanti, si è scusato. In un primo tempo il fratello della vittima aveva scritto su FacebookRubio stai sempre in guardia perché se trovo te impreparato ti faccio fare la fine che ha fatto mio fratello. Ti auguro di provare il dolore che provo io adesso”. In un secondo tempo ha rimosso il post, è tornato sui suoi passi e ha scritto “Chiedo scusa a Rubini. Per me la vicenda è chiusa. Lasciate in pace me e la mia famiglia. Lasciateci al nostro dolore.” Forse colpito nel cuore da queste parole o forse solo per non far crollare la sua immagine pubblica e l’audience dei suoi programmi calato vertiginosamente, Chef Rubio ha prontamente risposto “Gianluca non c’era bisogno che ti scusassi, solo chi perde un fratello può capire cosa si prova. Spero solo che la morte di tuo fratello non sia stata vana”. Ma la sincerità dello chef è dubbia perché sembra voler restare al centro della scena e fare polemica contro politici, Forze dell’Ordine e conduttori televisivi. Infatti sul tema, senza troppi giri di parole ha continuato a scrivere: “Ormai è tutta una strumentalizzazione da parte di giornalisti cani, politici sciacalli e conduttori televisivi privi di contenuti che usano le tragedie per riempire le loro trasmissioni.

Rubio riferiva alla giornalista Rita Dalla Chiesa, che ha commentato il post su Twitter di Rubio stesso in cui gli agenti erano stati descritti come due incapaci. Rita Dalla Chiesa aveva osservato:  “Allora se verrai aggredito da qualcuno difenditi da solo visto che delle forze dell’ordine non ti fidi!“. Alle parole della donna, Rubio – riferisce Andkronos  aveva risposto “Ma chi l’ha mai calcolata a questa?” una reazione sprezzante a cui ha fatto seguire l’insulto verso i giornalisti, cui Rita Dalla Chiesa appartiene.  Dopo l’ha boccata sui social la che, con fermezza, ha replicato: “Io non l’avrei fatto. Io non ho paura a metterci la faccia”.

Ma anche il conduttore Massimo Giletti, domenica scorsa, in apertura della sua trasmissione Non è l’Arena ha commentato così il post di RubioPrima di scrivere certe stupidaggini bisognerebbe pensarci non una ma almeno cento volte.” E anche in questo caso lo chef non le ha mandate a dire e sul Twitter ha scritto: “Quel fenomeno del pomata di La7 mi usa per fare audience e finge di chiamarmi in diretta“.

Ovviamente l’ex rugbista non poteva lasciarsi sfuggire anche quest’occasione per attaccare i suoi nemici abituali: Matteo Salvini e Giorgia Meloni.  “State muti, siete solo sciacalli. Usate le tragedie per farvi campagna elettorale ma questa situazione l’avete creata voi!” E, poco dopo non manca di tornare ai suoi bersagli preferiti, e rappresentando se stesso come qualcuno, da solo, in grado di mettere in difficoltà tutti.

L’impressione che se ne trae, in realtà, è quella di un agitatore di seconda categoria, con idee fatte di luoghi comuni ed espressioni che sono un groviglio di banalità. Usa un gergo romanesco con l’intento di apparire triviale sì, ma sincero. Ma è proprio la sincerità che sembra difettare e la strumentalizzazione dei fatti, la provocazione lucida e calcolata sotto la coperta corta della falsa indignazione relegano Rubio tra i pessimi.  Un personaggio costruito a tavolino, o meglio su un tavolo di cucina, tra ricette e ambizioni scomposte: cinico, maleducato, ipocrita e banale. Come polemista vale zero, ma è questo che i tempi ci obbligano a sentire dopo che Saviano è stato considerato un maestro.

Fonte: SkyTg24, Adnkronos, Chef Rubio Twitter.

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