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L’operazione Trafficking, il coraggio di ribellarsi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:08
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L’operazione ‘Trafficking’ è da annoverare fra quelle di successo contro la mafia nigeriana. Stavolta ad essere stato prezioso, è il coraggio di due giovani che hanno deciso di ribellarsi ad una vita di abusi e aborti.

Operazione Trafficking-Leggilo.Org

La puntata del 28 marzo 2019 della trasmissione Sirene, su canale Nove, ha dedicato uno speciale alla Mafia nigeriana, raccontando come alcune ragazze nel tentativo di fuggire dalle grinfie delle maman, abbiano poi perso la vita.

La D.D.A. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo nel marzo 2018 dispone alla Polizia di Stato di eseguire tre provvedimenti di fermo,si legge sul sito della Polizia di Stato, sconcertante è come fossero delle giovani donne le principali artefici delle sofferenze delle vittime: Eric Precious di anni 22 e Vincent Patience, detta “Aisha”, di anni 37. Quest’ultima cooperava con il compagno Israel Chukwma, detto “Papi”, di anni 52. Al gruppo poi, va aggiunto Ebi Samuel, trentacinquenne attualmente detenuto nel carcere di Trapani.

I reati commessi sono: tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione in concorso, violenza sessuale aggravata e procurato aborto. Insomma, stesso modus operandi rilevato ormai da numerose indagini e dall’operazione ‘Maman’ e nell’operazione ‘Voodoo Girls’, quest’ultima conclusasi dopo un anno di indagini nell’aprile 2018. Le giovani sono state ingannate in Nigeria, per poi esser state costrette a ripagare il debito contratto con la Precious e con la Patience, prostituendosi nel quartiere palermitano di Ballarò e nella città di Trapani.

A rendere ancora più agghiacciante la sorte delle giovani sottoposte a violenze fisiche e verbali, è stata la pretesa senza scampo di far abortire una delle due ragazze che hanno collaborato con le Forze dell’Ordine. Un elemento che incupisce ulteriormente il progredire di indagini di questo tipo, è la relazione stringente fra settore del Trafficking e quello degli stupefacenti. Stessi canali e stesse strutture devoluti ad una molteplicità di prestazioni commerciali, una sorta di mercato della mala. ll Global report on trafficking in persons 2018 ad opera dell’’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC), studia e ricostruisce modelli e flussi attuati da entità criminali nel fenomeno della tratta di esseri umani- a livello globale. Dai dati disponibili nelle singole nazioni, si procede a delineare quelle giunture che consentono la proliferazione dell’attività illecita. Il 2016 è stato l’anno di ‘picco’; nonostante ciò l’Europa-Italia inclusa-risulta essere il territorio con la più alta percentuale di vittime identificate, ma con un trend stabile, se non inferiore, rispetto alle condanne.

Pedo- pornografia, Vodoo

L’impunità di tale fenomeno tuttavia è da attribuirsi in primis ai Paesi dell’Africa sub-sahariana, eppure è proprio lì che il 55% delle vittime sono minorenni. Altre derivazioni del trafficking sono la produzione di materiale pornografico e a questo punto, va menzionato anche il materiale pedo-pornografico che, insieme a matrimoni forzati, continua ad alimentare spaccio e compra-vendita (illegale ovviamente) di armi. Un loop che però non sembra aver colpito sufficientemente la Nigeria, Che pur utilizzando il voodoo come strumento di attacco verso i carnefici e di tutela per le vittime, sembra aver agito troppo tardi e ancora troppo poco. Inoltre, bisogna ricordare che le confraternite mafiose sin dai primordi avevano ‘collaborato’ con esponenti politici del Paese. E ora che notoriamente quest’ultimo è soggetto a lotte intestine, ora che si è creato quell’ humus sociale ideale per la mafia nigeriana, fino a che punto si può credere che non ci sia nessuna contaminazione nei massimi livelli amministrativi?

Fonti: Canale Nove – Sirene,
questure.poliziadistato.it
Il global report on traffincking in person 2018