Home Cronaca Carabiniere ucciso, l’americano: “Negli USA avrei pagato cauzione e ora sarei libero”

Carabiniere ucciso, l’americano: “Negli USA avrei pagato cauzione e ora sarei libero”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:23
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Natale Hjort, l’americano accusato insieme a Finnegan Lee Elder di concorso in omicidio per la morte di Mario Cerciello Rega, è recluso nel carcere di Regina Caeli.

Mario Cerciello Rega Natale dal carcere - Leggilo

Una delegazione del Partito Radicale – composta da Irene Testa, la tesoriera; dal segretario del partito Maurizio Turco; dalla Presidente dell’Istituto Luca Coscioni Maria Antonietta Farina Coscioni – ha fatto visita a diversi istituti di detenzione carceraria nell’ambito dell’iniziativa “Ferragosto in carcere?” per valutare le condizioni di detenzione negli istituti penitenziari italiani. “Natale Hjort non si è lamentato delle condizioni in cella, ci è sembrato invece molto incuriosito della nostra iniziativa. Avendo i genitori lontani, ci ha detto che li rivedrà probabilmente a settembre”, ha riferito all’Adnkronos Irene Testa. 

A far discutere, tuttavia, è stata una frase riferita alla delegazione da Christian Gabriel Natale Hjort, accusato insieme a Finnegan Lee Elder, di concorso in omicidio per la morte del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega. “In America c’è un sistema diverso e probabilmente non sarei stato in cella, sarei uscito su cauzione”, avrebbe detto il primo finito già alle cronache per la foto che lo ritraeva bendato e ammanettato durante l’interrogatorio in caserma.

Entrambi gli americani sono reclusi a Regina Coeli dove – informa La Stampa – ci sono 1.000 detenuti a fronte di 616 posti letto. Il sovraffollamento è una delle peculiarità della struttura, riscontrata tra le “evidenti criticità” dal Partito Radicale. “È un carcere vecchio, ci sono reparti davvero fatiscenti, le celle sono molto piccole, tre metri quadri con più letti a castello. In alcune ci sono muri davanti alla finestra. Troppi detenuti e pochi agenti penitenziari”, ha proseguito la tesoriera.

L’iniziativa promossa dal suo partito ha portato in quattro giorni  circa 300 visitatori, tra cui parlamentari di tutti gli schieramenti e avvocati, in oltre 70 istituti penitenziari italiani di 17 Regioni. Secondo la Radicale, andrebbe rivisto il sistema penitenziario con una riforma della Giustizia. “Il carcere – conclude – non è che l’appendice di un assetto che non funziona”. 

Fonte: Adnkronos, La Stampa, Irene Testa Twitter

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