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Papa Francesco: “L’Europa va salvata. Porte aperte ai migranti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:47
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In una lunga intervista Papa Francesco parla di Europa e di futuro del mondo, di ambiente e di migranti, auspicando l’avvento di un’umanità che sappia ascoltare e lottare per la pace, evitando il sovranismo.

Papa Francesco contro sovranismo- Leggilo

Papa Francesco ha rilasciato un’intervista a La Stampa, toccando vari argomenti. Si comincia dall’Europa, tema molto caro al Pontefice: «L’Europa non può e non deve sciogliersi. È un’unità storica e culturale oltre che geografica. Il sogno dei Padri Fondatori ha avuto consistenza perché è stata un’attuazione di questa unità. Ora non si deve perdere questo patrimonio.Il punto di partenza e di ripartenza sono i valori umani, della persona umana. Insieme ai valori cristiani: l’Europa ha radici umane e cristiane, è la storia che lo racconta.». Papa Bergoglio sa bene che l’Unione Europea ha più di un problema: «Si è indebolita con gli anni, anche a causa di alcuni problemi di amministrazione, di dissidi interni. Ma bisogna salvarla. Dopo le elezioni, spero che inizi un processo di rilancio e che vada avanti senza interruzioni». E commenta con gioia la designazione di una donna alla carica di Presidente della CE: «Le donne hanno la capacità di accomunare, di unire».

Secondo Papa Francesco tutto deve ripartire dal dialogo: «Nell’Unione europea ci si deve parlare, confrontare, conoscere. Invece a volte si vedono solo monologhi di compromesso. No: occorre anche l’ascolto». Continua il Pontefice:«Bisogna partire dalla propria identità. Questo è decisivo: dalla propria identità occorre aprirsi al dialogo per ricevere dalle identità degli altri qualcosa di più grande. Mai dimenticare che il tutto è superiore alla parte. La globalizzazione, l’unità non va concepita come una sfera, ma come un poliedro: ogni popolo conserva la propria identità nell’unità con gli altri».

Vanno evitati dunque gli integralismi, di qualsiasi natura? «Il sovranismo è un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. “Prima noi. Noi… noi…”: sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura, è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre. I populismi ci portano a sovranismi: quel suffisso, “ismi”, non fa mai bene».

Le preoccupazioni di Papa Francesco: migranti e ambiente

Il Papa ritorna anche sul tema migranti, vittime di nuove forme di schiavitù, prospettando una soluzione:«Innanzitutto, mai tralasciare il diritto più importante di tutti: quello alla vita. Gli immigrati arrivano soprattutto per fuggire dalla guerra o dalla fame, dal Medio Oriente e dall’Africa. Una parte della soluzione è investire lì per aiutare a risolvere i loro problemi e fermare così i flussi migratori». E per quanto riguarda l’accoglienza: «Vanno seguiti dei criteri. Primo: ricevere, che è anche un compito cristiano, evangelico. Le porte vanno aperte, non chiuse. Secondo: accompagnare. Terzo: promuovere. Quarto integrare. Allo stesso tempo, i governi devono pensare e agire con prudenza, che è una virtù di governo. Chi amministra è chiamato a ragionare su quanti migranti si possono accogliere». Se i migranti sono troppi dice Bergoglio, vanno distribuiti in Europa. Aiuti in agricoltura o comunità di migranti per riempire cittadine semivuote e ravvivare l’economia: queste le sue proposte.

Ci sono Stati che hanno bisogno di gente, penso all’agricoltura. Ho visto che recentemente di fronte a un’emergenza qualcosa del genere è successo: questo mi dà speranza.  E serve creatività, anche. Per esempio, mi hanno raccontato che in un paese europeo ci sono cittadine semivuote a causa del calo demografico: si potrebbero trasferire lì alcune comunità di migranti, che tra l’altro sarebbero in grado di ravvivare l’economia della zona” dice Bergoglio paventando per l’intera Europa un modello di accoglienza simile a quello sperimentato a Riace.

Si attende ora ad ottobre il Sinodo sull’Amazzonia convocato in Vaticano, fortemente voluto dal papa a difesa dell’ambiente. «Mi ha sconvolto l’Overshoot Day: il 29 luglio abbiamo esaurito tutte le risorse rigenerabili del 2019. Dal 30 luglio abbiamo iniziato a consumare più risorse di quelle che il Pianeta riesce a rigenerare in un anno. È gravissimo. È una situazione di emergenza mondiale. E il nostro sarà un Sinodo di urgenza.» Il Papa teme una morte lenta e inesorabile dell’umanità.

Il Sinodo sarà anche l’occasione per discutere della possibilità di ordinare dei «viri probati», uomini anziani e sposati che possano rimediare alla carenza di clero. Si annuncia una nuova rivoluzione in Vaticano

Alessandra Curcio

Fonte: La Stampa

 

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