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Strage di Corinaldo: fermata la banda dello spray al peperoncino, sette arresti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:42
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La strage di Corinaldo ha ora dei responsabili. L’indagine condotta dal nucleo investigativo del Reparto operativo di Ancona ha individuato cause e colpe della terribile tragedia, costata la vita a 6 persone. 

strage Corinaldo individuato i responsabili - Leggilo

 

Tutti ricordano con dolore la strage avvenuta la notte dell’8 dicembre 2018 presso la discoteca Lanterna Azzurra. In quel locale in provincia di Ancona trovarono la morte 6 persone che attendevano il concerto di Sfera Ebbasta. L’Italia intera ha pianto le vittime: 5 ragazzini tra i 14 e i 16 anni e una mamma che aveva accompagnato la figlia. Oggi, a distanza di mesi da quella notte da incubo, i Carabinieri del comando provinciale di Ancona hanno arrestato sette persone nella provincia di Modena. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine, come riportato dall’Ansa, e sei di loro anche di omicidio preterintenzionale.

I sei arrestati, tra i 19 e i 22 anni, erano presenti all’interno della discoteca di Corinaldo e sono ritenuti responsabili della strage, causata dalla diffusione di uno spray al peperoncino all’interno del locale. Non solo: i giovani fanno parte di un gruppo criminale dedito sistematicamente a furti e rapine in discoteche. Le manette sono scattate anche ai polsi di un ricettatore, loro complice.

L’inchiesta della procura di Ancona ha coinvolto diverse persone, tra gestori, proprietari e un addetto alla sicurezza. Anche il sindaco di Corinaldo Matteo Principi e i componenti della Commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dei Comuni associati in seno all’Unione Misa-Nevola che rilasciò i permessi per il locale nel 2017, devono rispondere delle irregolarità riscontrate nei locali della discoteca.

Come riporta TgCom, i sei ragazzi erano in contatto con il ricettatore per i vari furti nelle discoteche. Come sono stati collegati alla tragedia di Corinaldo? Attraverso l’analisi dei loro apparati telefonici e delle celle impegnate è stata confermata la loro presenza nella discoteca della strage nella sera in questione. Gli accertamenti tecnici dei Ris hanno accertato che i malesseri accusati dalle persone erano da attribuire ad una sostanza urticante.

La banda dello spray: furti per 15mila euro al mese

Quella dello spray al peperoncino era una vera e propria tecnica di furto, messa in atto anche quella sera a Corinaldo: mentre si scatenava il panico per gli spruzzi, la banda ne approfittava per rapinare le persone. Come confermato dagli inquirenti, “la notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 erano presenti all’interno della ‘Lanterna Azzurra Clubbing’ di Corinaldo dove si rendevano responsabili di rapine ai danni di cinque giovani avventori del locale e di un furto con strappo di collane in oro“. Quella sera, però, il panico è diventato morte.

Chi sono i sei giovani arrestati per la strage nella discoteca di Corinaldo? Si tratta di due diciannovenni residenti a San Prospero, un 21enne di origini marocchine e un 20enne residenti a Bomporto, un 22enne nato a Tunisi e residente a Castelnuovo Rangone e un 19enne residente a San Cesario sul Panaro. Il presunto ricettatore è, invece, un 65enne residente a Castelfranco Emilia. Uno degli arrestati, che ha  come immagine di copertina ha la scritta ‘ACAB’, ovvero All Cops Are Bastards in italiano ‘tutti i poliziotti sono bastardi’ pochi giorni fa  16 luglio aveva pubblicato un post con il commento “Sbirri figli di p…“. rivolto alle Forze dell’Ordine

15mila euro al mese: tanto fruttavano i colpi della banda dello spray messi a segno nei locali del Centro nord e anche all’estero. 11 quelli accertati fino a questo momento: un furto commesso nella notte tra il 9 e 10 marzo 2019 alla discoteca “Dorian Grey” di Verona; un furto il 30 marzo 2019 all’interno dell’area di servizio “Esino Ovest” di Chiaravalle (autostrada A/14); due commessi tra il 30 e 31 marzo 2019 presso la discoteca “Mia Clubbing” di Porto Recanati (MC); 5 avvenuti nella notte tra il 4 e 5 maggio 2019 presso la discoteca “Made Club” di Como e “K-Klass” di Tavernerio, in provincia di Como; due furti commessi nel tardo pomeriggio del 2 giugno 2019 presso la discoteca “Parco Europa” di Padova.

Quando ha saputo dell’arresto, Matteo Salvini ha ringraziato subito i carabinieri. In questi giorni di forte dolore per l’Arma dei Carabinieri, dopo la morte di Mario Cerciello, il ministro dell’Interno ha voluto esprimere sui social tutta la sua gratitudine per l’impegno delle Forze dell’ordine.

Alessandra Curcio

Fonti: Ansa, TgCom, Facebook Matteo Salvini

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