I genitori di Alessio: “Non possiamo più vivere in quella casa”

0
100

“Voglio dire una cosa a tutta l’Italia: chiedo giustizia. Non si può andare avanti così, per me non era un bambino era tutta la vita. Anche per sua mamma che lo ha partorito. Questo dolore non possiamo dimenticarlo, noi per questo dolore dobbiamo lasciare anche la casa perché non ce la facciamo. Chiedo giustizia”. Sono le parole del papà di Alessio, uno dei due bambini travolti da un suv mentre erano sulla soglia di casa, a Vittoria, in provincia di Ragusa.

Le esequie di Alessio D’Antonio si sono svolte questa mattina. Migliaia di persone hanno voluto rendere omaggio al piccolo nella Chiesa di San Giovanni. Un evento due volte tragico perché, scrive il Giornale di Sicilia, quando la salma del piccolo era già sul sagrato il Vescovo, monsignor  Carmelo Cuttitta ha informato i presenti della morte di Simone, l’altro bambino travolto dalla folle corsa del suv guidato da Rosario Greco, sotto l’effetto di alcol e droghe, giovedì sera. I due bambini, di 11 e 12 anni, erano seduti sul gradino di casa. Erano le 8.45 circa e come ogni sera d’estate stavano decidendo cosa fare dopo cena: se andare a giocare a pallone o fare un giro in bicicletta. Il suv li ha colpiti violentemente: Alessio è stato trascinato per alcuni metri. Simone ha avuto le game tranciate di netto.

Ricordando quei momenti d’inesprimibile dolore la mamma di Alessio aveva raccontato, nei giorni scorsi un dettaglio terribile:
Dopo l’incidente e vedendo mio figlio steso a terra sul marciapiede, cercavo un telefonino per chiamare il 118, l’ho strappato dalle mani di un uomo che non conoscevo, era l’assassino di mio figlio, ma io non lo sapevo“. I testimoni hanno reso, con poche parole, la drammaticità della scena: “Abbiamo sentito un boato, siamo usciti per vedere cosa era accaduto ma era già troppo tardi – hanno raccontato i vicini – Abbiamo visto un bambino con le gambe rotte, tagliate…abbiamo chiesto aiuto“.

Simone e Alessio - Leggilo

Un altro ha descritto l’incredulità e l’orrore di quei momenti: Non capivo se era un bambino o era una stoffa. Era proprio finto, Ho visto un braccio in un posto, una gamba dall’altra parte. Ma non avevo capito che c’era un altro bambino, davanti, a cui avevano tagliato le gambe. Una scena che non si era mai vista. Le gambe del bambino erano da un’altra parte” racconta un negoziante del posto, che conosce bene la famiglia all’emittente locale Regia VR Sicilia: “Posso dire che quando è arrivata l’ambulanza il bambino era cosciente, diceva datemi aiuto, datemi aiuto“. E’ un dettaglio confermato da un’altra vicina di casa. Anche lei è stata richiamata in strada dal boato e dalle grida di Simone, che chiamava la mamma e chiedeva aiuto. “Siamo usciti fuori e c’era un mare di sangue, non ci sono parole“. Altre persone raccontano di aver tentato a fermare l’emorragia di Simone con un elastico, ma tutto si è rivelato inutile. “Non aveva più le gambe. Ha bevuto dell’acqua, urlava e chiedeva aiuto“.

Una donna ha detto: “Mancano due bambini che sono la gioia dei genitori, ma purtroppo non ci son più. Siamo tutti straziati e dall’esterno viviamo questa situazione malissimo. Ma un genitore, quando c’è di mezzo…non ci sono davvero parole

Io vorrei dire alla città di Vittoria di adottare ora questi bambini, di adottarli nel loro cuore. E di pregare” ha detto un vicino, ricordando commosso i due cuginetti che giocavano in strada e rammaricandosi di non poterli vedere mai più.

La notizia del decesso di Simone, il cuginetto che chiedeva aiuto, è venuta dall’ospedale di Messina dove, da giorni si tentava di salvare la vita del piccolo. Al bambino erano state amputate entrambe le gambe  nel tentativo di salvarlo. Il Vescovo durante l’omelia ha ricordato l’insegnamento che la morte di Alessio potrà dare: “Oggi Alessio è con noi – ha detto – e lo sarà sempre. Il suo sacrificio non resti vano. Quando ho saputo di questa tragedia ho pianto, lo confesso“.

Nel giorno delle esequie si conosce un altro dettaglio dell’incidente di giovedì. Secondo fonti locali è ormai certo che Alessio D’Antonio non si sarebbe comunque potuto salvare anche fosse stato soccorso immediatamente. La certezza è confermata dagli esiti dell’autopsia eseguita sul corpo del bambino.L’impatto, infatti, avrebbe causato “un’emorragia inarrestabile massiva” causata dal distacco violento di una gamba. Il dettaglio è rivelato dal Corriere di Ragusa. L’esame autoptico si era reso necessario in ragione dell’inchiesta aperta dalla Procura di Ragusa a seguito delle dichiarazioni della mamma di Alessio, su presunti ritardi nei soccorsi, con un medico e un infermiere di un’ambulanza indagati.

Fonte: Il Giornale di Sicilia, La Sicilia, Regia VR Sicilia, Corriere di Ragusa, FanPage

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui