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Marco Vannini, il problema dei tabulati incompleti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:51
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Si riapre il caso Vannini. Federico Ciontoli è al centro delle ricostruzioni fatte da Davide Vannicola, il commerciante al quale Izzo, l’ex comandante della caserma dei Carabinieri di Ladispoli, avrebbe riferito della telefonata ricevuta da Antonio Ciontoli in cui affermava che sarebbe stato proprio il figlio a sparare. 

Vannini Avvocato di Federico Ciontoli - Leggilo

Antonio Ciontoli, Marina Conte, Marco Vannini, Martina Ciontoli, Maria Pezzillo. Il nome di Federico Ciontoli si è sentito nominare poche volte, di sicuro un numero di volte inferiore rispetto agli altri coinvolti nel caso dell’omicidio del ventenne ucciso a Ladispoli. Il suo ruolo, nella vicenda, è sempre stato marginale o comunque di poco conto rispetto alla situazione di suo padre, condannato a 5 anni per omicidio colposo. Ma la testimonianza del commerciante Davide Vannicola sembra poter cambiare il quadro della situazione.

Il superteste, infatti, non solo ha messo nei guai l’ex comandante della caserma dei Carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo, ora indagato per favoreggiamento e falsa testimonianza. A finire nei guai è proprio Federico. Sarebbe stato lui – secondo quanto riportato da Ciontoli ad Izzo, e da Izzo a Vannicola – a sparare a a Marco. E sarebbe stato Izzo a consigliare al capofamiglia di prendersi la colpa per proteggere il figlio. Si apre dunque una nuova ipotesi investigativa, ancora tutta da dimostrare.

“Nessun riscontro sulle telefonate di Ciontoli”

Izzo ha già negato ogni addebito. Parlando a Quarto Grado ha escluso di avere mai fatto questa confidenze del genere a Vannicola – “Non ho mai parlato con lui della morte di Marco e se l’ho fatto, gliene ho parlato come ho fatto con tante altre persone qui a Ladispoli” – e ha sminuito il loro legame di amicizia. Questa circostanza risulta tuttavia almeno controversa perchè i riscontri sui rapporti stretti tra i due sarebbero molteplici.

La presunta telefonata che Ciontoli avrebbe fatto ad Izzo per chiedere aiuto mentre Marco Vannini moriva potrebbe tuttavia non essere mai rintracciata. Quarto Grado intanto ha sollevato dubbi sulle utenze telefoniche attribuibili ad Antonio Ciontoli:  sulla rubrica telefonica di Marco Vannini comparirebbe infatti un numero di cellulare in uso ad Antonio Ciontoli. L’utenza avrebbe avuto il prefisso ‘335’ e sarebbe diversa dalle due che Antonio Ciontoli diede agli inquirenti. Marco ce l’aveva memorizzato come ‘Tonino2′”, ha detto la signora Marina ospite in studio di Nuzzi. E’ pertanto possibile che i tabulati di questo terzo numero non siano mai stati oggetto di riscontri. Secondo Quarto Grado il problema delle telefonate compiute da Antonio Ciontoli sarebbe ancora più ampio: l’inviata Anna Boiardi, avrebbe infatti avuto in mano il report riassuntivo sui numeri di telefono dell’indagato Ciontoli ma in esso non comparirebbe nessuna utenza, tra quelle conosciute, attribuibili al capofamiglia: nè quella che iniziava con ‘335’ né gli altri numeri noti, che iniziavano con ‘331’ e ‘333’.

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Pubblicato da Chi l'ha visto? su Giovedì 20 giugno 2019

Ma il legale del ragazzo, informa Fanpage, mantiene i nervi saldi in attesa di nuovi sviluppi giudiziari e parla proprio di tabulati telefonici che potrebbero dissipare ogni dubbio. Se sono completi, viene da aggiungere. Ecco cosa dice il legale: “Io non intendo dare rilevanza alle trasmissioni televisive, quando è la polizia giudiziaria o persone con una competenza specifica che indagano e interrogano va bene. Se parliamo di scoop giornalistici dove si sentono presunti testimoni e quant’altro devo dire che io non inseguo più questo circo mediatico diventato intollerabile per un paese democratico”, ha replicato Domenico Ciruzzi, difensore di Federico Ciontoli.

“Non so se l’indagine nei confronti di Izzo sia un atto dovuto o meno, non so nulla di questa vicenda. In questo momento noi ci siamo concentrando sulla Cassazione, verso la quale riponiamo la massima fiducia  e aspettiamo l’esito del ricorso”, ha concluso Ciruzzi. Parole a cui fanno eco quelle di Pietro Messina, legale della famiglia Ciontoli: “Aspettiamo con tranquillità gli esiti delle indagini e auspichiamo che ci siano gli tutti gli accertamenti del caso, in particolare per quanto riguarda i tabulati telefonici visto che si vocifera di una telefonata fantasma tra Antonio Ciontoli e Izzo”.  Le dichiarazioni del commerciante, rilasciate prima a Le Iene, non sarebbero attendibili, secondo il legale, e la sua ricostruzione dei fatti sembra essere, dice, “un po’ fumosa”.

Fonte: Fanpage

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