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Maria, il compagno non ha colpa. Visto mentre riempiva una tanica di benzina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:00
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Alcune immagini di una stazione di servizio di via dei Castelli Romani potrebbero aver risolto il caso. Domenico Raco avrebbe premeditato di uccidere Maria Corazza, in un modo atroce. All’alba di venerdì scorso, l’uomo sarebbe stato immortalato dalle videocamere di un distributore di benzina. Le immagini sarebbero antecedenti di due ore e mezzo prima che divampasse l’incendio della Ford Fiesta, nella stradina sterrata denominata via di San Pancrazio a Torvaianica.

Domenico aveva riempito una tanica di benzina. Dopo è andato ad incontrare Maria. Le immagini di una stazione di servizio potrebbero scagionare definitivamente il compagno della donna e chiudere il cerchio: si sarebbe trattato di un femminicidio a cui ha fatto seguito il suicidio. Una morte atroce per entrambi. E impressiona sopratutto la fine scelta dall’uomo, che potrebbe essersi gettato tra le fiamme quando l’auto e Maria bruciavano

Maria potrebbe aver rifiutato le avances di “Mimmo il calabrese”. Forse era una storia finita forse non era mai iniziata. Certo è che lui ha perduto la testa. Maria potrebbe essere stata sgozzata da Domenico Raco con un coltello o con il collo di una bottiglia rotto che la squadra addetta ai rilievi sul luogo dell’omicidio avrebbero ritrovato vicino la carcassa carbonizzata dell’auto. Nelle ore seguenti al macabro ritrovamento i Carabinieri del nucleo di Frascati, scrive il Messaggero,  avevano  ipotizzarono uno scenario diverso dal “semplice” omicidio e gli indizi hanno via via confermato queste ipotesi. Il convivente della vittima, Maurizio Di Natale, è stato escluso dalla cerchia dei sospettati dopo i primi riscontri.

Tre persone hanno confermato l’alibi di Maurizio proprio nell’arco di tempo in cui si consumava la tragedia. Un alibi incontestabile. Nessun indizio lo collocava sulla scena del crimine. Le telecamere della zona avevano inquadrato solo le due vittime del rogo. Nessun auto li aveva seguiti, nessuna persona sembra esserci stata nella zona quando si consumava, repentinamente, la tragedia. Cosa è realmente successo in via di San Pancrazio potrà svelarlo solo l’autopsia attesa per sabato al Policlinico di Tor Vergata. Gli esami autoptici dovranno chiarire se Maria era ancora viva quando è divampato l’incendio, se fosse in stato interessante e se Domenico abbia scelto deliberatamente di bruciare vivo. La famiglia Corazza spera almeno che la povera Maria non sia stata uccisa dalle fiamme.

Donne che dicono no e vengono uccise

L’orrore e la riprovazione per certi delitti non sembra un freno per gli assassini che, evidentemente, chiusi nel loro mondo di rivendicazioni e rancore, perdono ogni contatto con la realtà. E la pietà. Una morte, quella di Maria, che ricorda quella terribile di Sara Di Pietrantonio avvenuta nel luglio di tre anni fa, lungo via della Magliana. La ragazza fu uccisa dal suo ex e dopo fu  bruciata Sei abbi fa la giornalista Anna Maria Tarantino venne uccisa di botte da Leopoldo Ferrucci, un operaio che ogni tanto lavorava in casa sua. Ferrucci gettò il cadavere della povera donna in una cava abbandonata a Riano Flaminio. Fine non diversa per  Maria Tanina Momilia a Fiumicino. La donna venne uccisa da Andrea De Filippis un ex, poliziotto istruttore di arti marziali. Anche in quel caso il “no” le costò la vita.

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