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Indagato il Maresciallo Roberto Izzo, fu chiamato da Antonio Ciontoli per primo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:23
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Si riapre il caso Vannini. La posizione di Roberto Izzo, nei guai dopo la testimonianza di Davide Vannicola, si aggrava. Il Carabiniere sarebbe indagato per favoreggiamento e falsa testimonianza.

Maresciallo Roberto Izzo indagato - Leggilo

Il Maresciallo Roberto Izzo Comandante della Stazione dei Carabinieri di Ladispoli, è indagato dalla Procura di Civitavecchia per favoreggiamento e falsa testimonianza. A metterlo nei guai è stato Davide Vannicola sentito nel corso di un’inchiesta de Le Iene. Vannicola ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo dell’indagine per la morte di Marco Vannini, il ventenne ucciso a Ladispoli da un colpo di pistola che si disse fu sparato da Antonio Ciontoli. Secondo quanto rivelato dal teste, la sera dell’omicidio Ciotoli avrebbe chiamato Izzo, prima di contattare i soccorsi, confessandogli che a esplodere il colpo sarebbe stato suo figlio Federico. “La sera stessa che Marco Vannini è morto Ciontoli mi chiamò dicendomi: Robe’, c’è mio genero nella vasca da bagno con un colpo di pistola, mi devi aiutare”, questo il contenuto di quanto detto da Izzo a Vannicola. In sostanza, Ciontoli avrebbe fatto intendere che il colpo di arma da fuoco sarebbe partito dal figlio e il Carabiniere gli avrebbe consigliato di prendersi la colpa dell’omicidio.

NUOVA TESTIMONIANZA ESCLUSIVA: NON FU CIONTOLI A SPARARE?

STASERA A LE IENENuova testimonianza esclusiva raccolta da Giulio Golia che mette in dubbio che sia stato Antonio Ciontoli a sparare a Marco Vannini – http://bit.ly/2PLgNGx

Pubblicato da Le Iene su Sabato 4 maggio 2019

La testimonianza di Vannicola  è stata poi riportata al Procuratore capo di Civitavecchia Andrea Vardaro e al Pubblico Ministero Roberto Savelli. Le accuse sono state da sempre respinte da Izzo. “Poco dopo che eravamo arrivati in caserma, ho saputo che l’elicottero stava tornando indietro. Chiaramente a quel punto mi sono riunito, in sostanza, con la famiglia Ciontoli, seguendo le fasi di quello che stava accadendo. Dopo circa mezz’ora viene comunicato che il ragazzo era deceduto. Dopodiché ho detto alla famiglia Ciontoli, perché eravamo insieme, che Marco era morto”, racconta Izzo.

Ora gli inquirenti hanno chiamato in Procura diversi testimoni: il brigadiere che era in servizio la sera dell’omicidio, Manlio Amadori, e anche altri due Carabinieri che erano di pattuglia. La compagna di Vannicola, così come l’ex moglie di Izzo ed alcuni conoscenti di Izzo, è stata ascoltata come persona informata sui fatti, spiega il Messaggero. La dinamica dei fatti resta ancora poco chiara, e intende si attende l’udienza in Cassazione per confermare o ribaltare la sentenza che ha stabilito 5 anni da scontare per Antonio Ciontoli.


Fonte: Le Iene, Rai Tre Chi l’ha Visto, Il Messaggero

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