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Leonardo, sbattuto a terra e calpestato. Lui: “Ho la coscienza pulita, io”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:55
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Nessun pentimento per la morte di Leonardo, il bimbo ucciso a Novara da sua madre Gaia Russo e il suo compagno. I due, all’interrogatorio davanti al pm, si sono mostrati freddi e distaccati.

Bimbo ucciso a Novara, autopsia - Leggilo

 

Il piccolo Leonardo, il bimbo di neanche due anni ucciso giovedì mattina a Novara, è morto nel giro di mezz’ora a causa di un’emorragia provocata da un violento colpo all’addome, causata a sua volta da un forte schiacciamento o calpestamento. Sono questi i primi riscontri evidenziati dall’esame autoptico che ha smentito totalmente le dichiarazioni rilasciate dalla madre del piccolo e dal convivente di lei, secondo cui il bimbo era caduto da un lettino.

Il corpo di Leonardo presentava diverse ecchimosi in varie parti, anche sui genitali, e il bacino fratturato. “Foto impressionanti”, secondo il procuratore Marilinda Mineccia, secondo cui le lesioni sono compatibili con colpi inferti a mani nude o a calci. Leonardo, come riscontrato dai primi rilievi autoptici, potrebbe essere stato anche sbattuto contro superfici solide.

Sua madre Gaia Russo, 22 anni, e il compagno 23enne Nicholas Musi sono entrambi accusati di omicidio volontario ed entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere all’interrogatorio. Musi, secondo quanto emerge dai test tossicologici, è risultato positivo alla cocaina e a cannabinoidi, ma non è chiaro se, quando il bimbo è stato ucciso, il ragazzo fosse sotto l’effetto di qualche sostanza stupefacente. Quest’ultimo era noto alle Forze dell’Ordine per alcuni precedenti per lesioni, maltrattamenti, violenza sessuale, furto, percosse, droga. Episodi che sarebbero stati commessi quando abitava ancora a Biella, che avevano portato l’Autorità Giudiziaria a chiedere la misura della sorveglianza speciale.

Ed è proprio sulla personalità del padre e sul rapporto della coppia che si concentrano gli inquirenti: il giovane “violento, dominatore, dalla personalità istrionica“; lei “succube, mite, fragile“. In casa, violenze abituali, come a Cardito. Nessuno dei due, però, si accusa l’un l’altro. Nessuno cerca di scaricare le colpe. Sono uniti, anche nella strategia difensiva. Mantengono il silenzio a parte brevi parole, riportate dall’Ansa, che hanno lasciato di stucco il procuratore di Novara Marilinda Mineccia che ha definito di “Una violenza inaudita, non degna di un essere umano”, quella perpetrata sul corpo del bambino. Una freddezza, un distacco senza pari, quello di Nicholas, che ha detto agli inquirenti di avere “la coscienza pulita” Dalla madre, invece, nessuna lacrima. “Mi sembra alquanto agghiacciante”, ha detto il pubblico ministero Ciro Caramore. 

Resta agli inquirenti da capire se il piccolo Leonardo sia stato vittima, in passato, di violenze subite dai genitori: lo scorso aprile il bimbo era stato infatti portato al pronto soccorso in quanto morso da un cane. Anche se il referto dei medici non aveva confermato la versione dei due, sul corpo di Leonardo non erano stati trovati segni evidenti di violenza. Sulla vicenda di Novara è intervenuto con un tweet il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Maledetti. Ma perché mettere al mondo un bimbo se non si è in grado di amare e proteggere? Una preghiera per questo piccolo Angelo”.

Fonte: Ansa

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