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Bergamo, il sindaco Giorgo Gori usa tricolore come uno straccio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:34
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Giorgio Gori, Primo Cittadino di Bergamo, ha utilizzato il tricolore per ripulire una targa, come fosse uno straccio, durante la cerimonia di inaugurazione del parco dedicato a Lea Garofalo.  

Giorgio Gori bandiera come straccio - Leggilo

Il tricolore usato come straccio per ripulire una targa. Questo è quanto si vede in un video che in queste ore sta facendo il video del web. Ma a compiere il gesto non è un cittadino qualsiasi, ma il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, del PD che, per ripulire la targa del parco dedicato a Lea Garofalo, ha pensato bene di usare la bandiera italiana come uno strofinaccio qualsiasi, come riportato da l’Eco di Bergamo. Il parco pubblico è stato inaugurato a Valtesse, un quartiere della città di Bergamo, e durante la cerimonia di inaugurazione, alla presenza del dem, sono state svelate due targhe: una in memoria della donna, e un’altra per ricordare Davide Ferro, ingegnere della zona deceduto in un incidente stradale.

Un gesto punibile fino a due anni di reclusione, secondo l’articolo 292 del codice penale, che regola il reato per vilipendio alla bandiera o ad altro emblema dello Stato: “Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni”. 


Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia e vittima della ‘ndrangheta, si era trasferita a Bergamo, nel 1996, all’età di 22 anni, per sfuggire all’associazione criminale di cui suo fratello e suo marito facevano parte. Con sua figlia Denise, girovagò per la città cercando di volta in volta ospitalità. Negli anni, diversi segnali di minaccia la misero in guardia, fino alla morte sopraggiunta nel 2009. Nel 2002, la donna cominciò a collaborare con la giustizia e venne messa sotto scorta, salvo poi rifiutare protezione. Fu il marito ad ucciderla, attirandola a Milano, sciogliendola nell’acido il 24 novembre di dieci anni fa.

La donna, simbolo di ribellione all’omertà e alla criminalità, ha ricevuto diverse titolazioni, negli anni. Ed anche Bergamo si è unita su proposta dell’assessore Giacomo Angeloni, appoggiata all’unanimità dalla giunta. Il parco “Lea Garofalo” è stato inaugurato in via Ruggeri da Stabello, all’angolo con via delle Casette. Ma il gesto di Giorgio Gori non è passato inosservato. Tutti hanno notato il tricolore italiano usato come straccio, come riportato da NewPress24. Un simbolo identitario, culturale, ridotto a strofinaccio. Del resto, gli stemmi della Patria spesso passano in secondo piano, così come era accaduto nel bel mezzo dello scontro diplomatico tra Roma-Parigi, quando molti comuni decisero di sventolare bandiera francese. Di certo, lo stendardo d’oltralpe avrebbe forse meritato più rispetto da parte dei radical. Forse sarebbe stato incorniciato e custodito in modo più onorevole di quanto normalmente si fa con il tricolore. E forse, chissà, Giorgio Gori potrà usare la bandiera italiana per ripulire le tanto amate borse di sua moglie, Cristina Parodi. 

Chiara Feleppa

Fonti: NewPress24, Eco di Bergamo

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