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Gabriel, ora anche il padre è accusato di omicidio

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Il piccolo Gabriel è stato strangolato a Piedimonte San Germano, in provincia di Cassino. Dopo che la madre ha confessato il delitto, le accuse ricadono ora sul padre, Nicola Feroleto, accusato di concorso in omicidio. L’uomo è stato fermato in quanto avrebbe assistito alla morte del figlio.

arrestato il padre di Gabriel Nicola Feroleto - Leggilo

Nicola Feroleto, 48 anni, è il padre del piccolo Gabriel, il bimbo di 2 anni ucciso dalla madre Donatella di Bona, a Cassino. L’uomo è stato fermato dai Carabinieri in quanto sarebbe responsabile della morte del piccolo, come riportato da Il Corriere della Sera. A seguito delle indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia e del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Frosinone, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di concorso in omicidio. Secondo i pm, infatti, Nicola Feroleto si trovava insieme alla donna mentre strangolava il piccolo, che ha provato inutilmente a difendersi. 

Se fossi stato presente lo avrei salvato“, aveva detto ieri in un’intervista a Pomeriggio 5, da Barbara D’Urso, mostrandosi disperato. Ma il suo alibi non è stato ritenuto attendibile dagli investigatori. Donatella Di Bona, 28 anni, aveva in un primo momento accusato il compagno dell’omicidio del figlio, e ha poi tentato di scagionarlo confessando l’omicidio del figlioletto che, durante una passeggiata, ha cominciato a piangere chiedendo di voler tornare dalla nonna. Lei, disperata, l’ha strangolato e ha poi inscenato un investimento, versione smentita dai graffi sul corpo del bimbo e dalla confessione di quest’ultima.

Secondo gli inquirenti la donna non era da sola, ma anche il padre Nicola era presente al momento dell’omicidio di Gabriel. Il racconto ribadito davanti alle telecamere di Pomeriggio 5 è pieno di contraddizioni rispetto a quelle rilasciate agli inquirenti.

Mercoledì mattina ho incontrato Donatella poco dopo le 7: siamo usciti assieme” aveva raccontato ai cronisti “Siamo andati agli uffici della Asl per la scelta del medico, ma poco dopo siamo andati via. Io mi sono recato a Villa Santa Lucia – dove vive, ndr – Sono stato lì fino alle 16.30. Sono tornato a Piedimonte intorno alla cinque, ma quando sono arrivato al semaforo era tutto bloccato. I vigili mi hanno fatto girare per una strada secondaria. Ho chiesto informazioni ad una persona incontrata, mi ha appena accennato il nome di Donatella e del bambino. Ho parcheggiato la mia auto in una scarpata piena di erba e sono corso verso la casa di Donatella. Non appena arrivato i carabinieri, presenti sul posto insieme alla ambulanze, mi hanno chiesto chi fossi. Gli ho risposto: il papà del bambino. Non mi hanno fatto avvicinare e mi hanno messo in macchina“. Il padre del bambino aveva ribadito: “Non ero presente quando è successo il fatto, avrei strappato Gabriel dalla mani di Donatella. L’avrei calmata e tutto sarebbe finito lì. Le ero vicino, non stava bene. Più volte l’ho accompagna in ospedale e a fare delle visite, la volevo aiutare“.

Queste dichiarazioni sono risultate in contraddizione rispetto a quanto riferito agli inquirenti. Per questo è scattato nei suoi confronti un avviso di garanzia e dopo un interrogatorio è stato posto in stato di fermo.  Il papà di Gabriel potrebbe aver assistito al delitto senza fare nulla per impedirlo o aver partecipato attivamente ma l’autopsia che verrà effettuata sul corpo del bambino nelle prossime ore potrà chiarire ancora di più le dinamiche. da cui potrebbero emergere altri dettagli utili agli investigatori.

Le indagini sono state condotte dal Procuratore della Repubblica Luciano D’Emanuele e dai Sostituti Procuratori Valentina Maisto e Roberto Bulgarini Nomi. Feroleto, assistito dal suo legale Luigi D’Anna, si trova attualmente nella cella di sicurezza del comando della compagnia di Cassino; poi verrà trasferito nel carcere di San Domenico e comparirà davanti al Gip per la convalida del fermo.

Fonti: Pomeriggio 5, Il Corriere della Sera

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