Home Cronaca Frosinone, il bimbo ha tentato di difendersi mentre la madre lo strangolava

Frosinone, il bimbo ha tentato di difendersi mentre la madre lo strangolava

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ll piccolo Gabriel Antonio Faroleto è stato ucciso dalla madre. E’  stata lei a cadere in contraddizione prima e a confessare, dopo. Aveva parlato all’inzio di un’auto impazzita che aveva investito il piccolo in una strada di campagna. Ad essere impazzita è stata solo lei. Il piccolo Gabriel Antonio Faroleto è stato ucciso dalla madre, Donatella Di Bona. Nessun investimento, nessuna macchina pirata. Solo la mente malata di una donna fuori di senno.

Donatella di Bona ha ucciso il figlio Antonio Gabriel - Leggilo

La svolta sulla morte del bambino di 30 mesi, residente in contrada Volla a Piedimonte San Germano, è arrivata durante la notte. La donna ha confessato di aver strangolato il piccolo in preda ad un raptus e durante una passeggiata, “Piangeva e voleva tornare a casa dalla nonna. Gli ho stretto il collo e chiuso la bocca” per farlo stare zitto“. Il magistrato Valentina Maisto ha disposto l’arresto. La giovane donna, ventinove anni, deve rispondere di omicidio volontario. I Carabinieri della compagnia di Cassino, insieme ai colleghi del Reparto Operativo Provinciale di Frosinone coordinati dal colonnello Fabio Cagnazzo e dal capitano Ivan Mastromanno, hanno impiegato meno di un’ora per capire che dietro quel presunto incidente c’era altro.
Troppe le contraddizioni in cui è caduta, più volte, la donna. La mancanza di elementi che potessero confermare l’avvenuto investimento, con la conseguente fuga di un’auto, ha indotto gli investigatori ad approfondire la versione rilasciata dalla giovane. La donna è stata condotta sul luogo dove ha affermato si fosse svolto l’incidente: ma era  un viottolo di campagna, difficile immaginare un’auto che lo percorresse ad alta velocità . Le perplessità mostrate dagli investigatori hanno indotto la donna a fornire un’altra versione: Gabriel Antonio sarebbe stato investito lei, in maniera del tutto accidentale, mentre faceva manovra con la sua auto. Il mezzo tuttavia non evidenziava urti, scheggiature e danni che rivelassero un impatto tale da causare la morte del bimbo. La donna sembra sia infine crollata quando gli inquirenti hanno chiesto spiegazioni riguardo ai graffi presenti sulle braccia, sul collo e sul volto. Il bimbo ha evidentemente tentato di salvarsi mentre lei lo strangolava. Un delitto in stile Cogne, sembra. Pare che poche ore prima Donatella avesse incontrato il padre di suo figlio, il suo ex compagno, con il quale non vive più insieme.

La giovane donna è stata condotta al pronto soccorso del ‘Santa Scolastica’ e sottoposta ad una serie di accertamenti. Pare che la donna si fosse recata solo pochre ore prima all’ospedale di Cassino. Il motivo: attacchi di panico e crisi di ansia. Era stata visitata più volte le scorse settimane. L’ultima volta martedì quando è arrivata accompagnata dalla madre e dal bambino. Gli accertamenti a cui è stata sottoposta hanno scongiurato patologie ma i medici hanno refertato la necessità di un colloquio con uno psicologo. Cosa possa essere scattato nella mente della donna dovrà ora essere chiarito dalle indagini. La Procura ha disposto anche l’autopsia sul corpo de figlio. Donatella Di Bona è stata trasferita nel carcere femminile di Rebibbia.

 

 

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