Home Casi Vannini, i Ciontoli in Cassazione con accusa di omicidio volontario

Vannini, i Ciontoli in Cassazione con accusa di omicidio volontario

CONDIVIDI

Continuano le polemiche sulla sentenza che ha condannato Antonio Ciontoli, reo dell’omicidio di Marco Vannini, a soli 5 anni di reclusione in quanto avrebbe sparato senza “dolo”.  Ma la questione proseguirà in Cassazione. 

Vannini omicidio ricorso in Cassazione - Leggilo

La vicenda della morte di Marco Vannini che ha visto sotto accusa la Magistratura per la condanna data ad Antonio Ciontoli, che ha sparato al fidanzato della figlia in una villetta di Ladispoli, circa due anni fa, non sembra chiudersi. Si andrà in Cassazione, dopo che Vincenzo Saveriano, pm della Corte d’Assise d’appello di Roma, ha presentato ricorso in Cassazione per il delitto Vannini. Le richieste avanzate dall’accusa sono quelle di omicidio volontario con dolo nei confronti di tutta la famiglia Ciontoli. Se il capofamiglia, infatti, è stato condannato a 5 anni, massimo della pena prevista per omicidio colposo, gli altri componenti della famiglia hanno scontato solo 1 anno di reclusione.

La difesa, al contrario, ha fatto invece ricorso alla Corte Suprema per chiedere l’assoluzione di Martina e Federico Ciontoli e Maria Pezzillo, rispettivamente i due figli di Antonio Ciontoli e sua moglie che, stando a quanto riferito da Marina Conte, mamma di Marco, avrebbe coperto quanto stava accadendo in quelle ore per non mettere a rischio la posizione lavorativa del marito. “Antonio Ciontoli esplose colposamente un colpo di pistola che attinse Marco Vannini”, si legge nella sentenza di secondo grado, “e ha consapevolmente e reiteratamente evitato l’attivazione di immediati soccorsi per evitare conseguenze dannose in ambito lavorativo”.

Ma, secondo i giudici, Ciontoli era invece convinto che Marco non fosse in pericolo di vita e avrebbe sparato senza un reale intento di uccidere. Dopo la sentenza, i genitori di Marco Vannini hanno richiesto che il processo venisse rifatto da capo e in tanti, dal Ministro della difesa Elisabetta Trenta e quello della Giustizia Bonafede, si sono mobilitati per fare luce sul caso. Infatti, troppi punti oscuri ruotano intorno alla morte di Marco, punti che il processo ha lasciato in sospeso.

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: fact@leggilo.org

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: contro@leggilo.org