Home Politica Opinioni Monica Cirinnà: “Omofobi e sessisti non vincerete mai, mettetevelo bene in testa”

Monica Cirinnà: “Omofobi e sessisti non vincerete mai, mettetevelo bene in testa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:59
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La senatrice Monica Cirinnà ha sfilato alla contro manifestazione organizzata a Verona dall’associazione “Non una di meno”, difendendo le famiglie arcobaleno e i diritti civili da quanto sostenuto al Congresso delle famiglie.

Monica Cirinnà al corteo femminista - Leggilo

Si è concluso ieri il Congresso delle famiglie di Verona, un summit non di certo esente da critiche. Obiettivo, come dichiarato dal Vicepremier Matteo Salvini, analizzare il problema della denatalità e ribadire il concetto di famiglia naturale – formata da padre e madre – come unica possibile. L’incontro ha fatto discutere e ha trovato l’opposizione degli Lgtb – lesbiche, gay, transessuali e bisessuali – attivisti e femministe. Questi, sono scesi in piazza in una contro-manifestazione, sabato 30 marzo, che ha occupato le vie di Verona tra striscioni, cartelli e slogan per lottare contro l’omofobia, le discriminazioni e per ribadire la totale autonomia della donna sulla questione aborto e l’uguaglianza delle famiglie arcobaleno rispetto a quelle naturali.

In piazza, a sfilare, c’era la ex Presidente della Camera Laura Boldrini, Livia Turco ed anche Monica Cirinnà, che si è espressa negativamente sul Congresso. “L’aborto? Un feto è solo un grumo di cellule, non è omicidio”, ha detto la senatrice prima di unirsi al corteo organizzato da “Non una di meno“. “Su unioni civili e diritti della donna non si torna indietro”, ha poi twittato sul social.

Una presenza, la sua, che non lascia di certo stupiti, visti i trascorsi. Monica Cirinnà è presente alle manifestazioni di piazza come un suo marchio di fabbrica. Del resto non si è minimamente pentita di aver sfilato, lo scorso 8 marzo a Roma, alla sfilata femminista con un cartello contro “Dio,Patria e famiglia“, uno slogan Mazziniano erroneamente attribuito al fascismo. La senatrice del PD venne criticata ma non si è mai detto pentita. “Non sono per niente pentita. Quello è un motto fascista, è la rappresentazione plastica di ‘Una giornata particolare’ di Ettore Scola, con la visione della donna chiusa in casa. Nel contesto di quella manifestazione, e in questi tempi in cui in Parlamento ci sono oscurantisti, mi sembrava perfetto rivendicare un grido di libertà”, ha detto in un intervista, come riportato da Dire. Le femministe si sentono in pericolo e sentono privarsi della loro libertà: per questo i cortei femministi sono legittimi, a suo dire.

Monica Cirinnà, quindi, alla guida del corteo, ha gridato insieme ad altre donne inferocite contro le discriminazioni sulle famiglie arcobaleno, come riportato da Il Corriere della Sera. “Ministro Fontana, stai sereno, ci siamo Verona, famiglia arcobaleno”, questo uno dei tanti slogan condiviso sui social dalla Cirinnà. Lorenzo Fontana, Ministro per le politiche per la famiglia, ha più volte in passato sostenuto la sua idea di famiglia naturale definendo come “schifezze” le famiglie formate non da una mamma e da un papà. “Vogliamo un’Europa in cui il matrimonio sia tra una mamma e un papà e i bambini vengano dati ad una mamma e ad un papà. Le altre schifezze non le vogliamo neanche sentir nominare”, disse Fontana e le femministe non se ne sono dimenticate.

Monica Cirinnà, la prima firmataria della legge sulle unioni civili, ha poi concluso con un post: “Unità, il risultato del Congresso. Ha unito mondi e storie diverse in una comune battaglia per libertà e uguaglianza”. Così, il summit si è chiuso e l’opposizione anche. La senatrice aveva anche depositato in Senato una mozione per stigmatizzare la presenza del logo della Presidenza del Consiglio sul manifesto del Congresso internazionale delle famiglie e per questo, sostiene, si sono accaniti contro di lei dopo la manifestazione dell’8 marzo.

Nella mozione c’erano firme di tutto il centrosinistra largo: del PD, di PiùEuropa, di LeU, delle autonomie, e di qualche grillino. Il Convegno di Verona è stato definito dalla senatrice “pericoloso. Mette in dubbio alcune delle libertà che a fatica sono state conquistate dalle donne nel tempo, dall’interruzione di gravidanza al divorzio fino alle unioni civili. Non si può ricondurre tutto a un modello omologato di famiglia e togliere i diritti a tutto quello che non rientra in quel modello”.

E se il feto è solo un grumo di cellule, l’Italia è un agglomerato di fascisti. “Dovunque stiano governando i nazionalisti, gli xenofobi, tutti questi partiti che si alleano con la destra o l’estrema destra. Vogliamo chiamarlo nazionalismo? Per me è uguale: sempre fascisti sono”, ha dichiarato la donna. Un periodo buio, oscurantista e pieno di problemi: ma non la pensano così gli Italiani, visto che la Lega continua ad avanzare mentre il PD è in totale sfacelo e continua a perdere potere nelle regioni.

Fonti: Twitter Monica Cirinnà, Dire, Il Corriere della Sera

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