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Imane Fadil, i magistrati: “Non far vedere il cadavere a nessuno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:35
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Continua a far parlare la morte improvvisa di Imane Fadil, la modella marocchina nonché una delle principali testimoni d’accusa nei processi a Silvio Berlusconi per lo scandalo olgettine.

"Nessuno può vedere il corpo di Fadil" - Leggilo

Ci sono nuovi e strani dettagli che spuntano dalla morte di Imane Fadil, la teste chiave del processo Ruby deceduta il primo marzo presso la clinica Himanitas di Rozzano dopo un mix letale di sostanze radioattive. Dettagli che gettano un’ombra di mistero su tutta la vicenda.

L’ultimo domicilio di Imane Fadil è stata una cascina alle porte di Milano. Qui la modella marocchina di 34 anni era ospite di un amico e il 29 gennaio si è sentita male: forti dolori all’addome, vomito, un quadro clinico complicato. Portata, non si sa ancora da chi, all’Humanitas, i medici pensano sia un tumore.

Quando è arrivata all’Humanitas di Rozzano il 29 gennaio scorso, Imane aveva palesato una patologia grave al midollo osseo che non produceva più globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. La ragazza è stata icoverata in terapia intensiva. I primi esami hanno escluso la presenza di un linfoma o di altri tumori. Trasferita in rianimazione  e sottoposta a sedazione farmacologica, la ragazza è migliorata e riportata nel reparto di Medicina generale. Qui una decina di giorni prima della morte avrebbe dichiarato il sospetto di essere stata avvelenata. Ma da chi? Questo purtroppo non è ancora chiaro. Il protocollo sanitario non sarebbe partito subito.

L’intervento della Magistratura sarebbe scattato dopo che il fratello di Imane ha fatto denuncia contro ignoti. Ma perché dall’ospedale avrebbero aspettato la denuncia del fratello se già chiara era la presenza di segni di avvelenamento?

L’ospedale rifiuta addebiti e ha diffuso una nota: “Humanitas ha avuto gli esiti tossicologici degli accertamenti richiesti e lo ha prontamente comunicato agli inquirenti. Per rispetto della privacy e dell’indagine in corso, Humanitas non rilascerà ulteriori commenti su nessun aspetto di questa vicenda“.

Qualcosa trapela, tuttavia: su richesta dell’ospedale il Centro Antiveleni dell’Irccs Maugeri di Pavia effetuava analisi sul sangue della ragazza e inviava i rusultati all’Humanitas il 6 marzo.  Sembra che siano stati individuati dei metalli nel sangue di Fadil: cobalto, cromo, nichel e molibdeno. Ma quanto si è saputo, il primo sarebbe stato presente con un quantitativo di 0,7 microgrammi per litro, come riportato dall’Adnkronos. Valore molto basso se si pensa che il livello di minimo di tossicità è di 41 microgrammi per litro. Il direttore del Centro Antiveleni dell’Istituto Scientifico Carlo Locatelli ha precisato infatti che la consulenza tossicologica ha riguardato solo “il dosaggio dei metalli” e che l’istituto “non identifica radionuclidi e non effettua misure di radioattività“.

Solo l’autopsia e l’analisi dei tessuti potrebbero accertare se è stata l’esposizione a sostanze radioattive a causarne il decesso. Un altro dettaglio venuto a galla riguarda una scritta posta sul fascicolo dell’obitorio di Milano dove attualmente si trova il corpo della modella.

“Non far vedere il cadavere a nessuno”. Questa è la frase scritta da uno degli addetti del Comune che riporta l’ordine della Procura di non fare avvicinare neanche amici e parenti, al corpo senza vita della modella, da oltre due settimane in attesa dell’autopsia. Ma perché nessuno può vedere Imane? I dipendenti del Comune che presidiano l’obitorio “non possomo dire nulla” e uno di loro avrebbe aottolineato: “una cosa del genere in tutti questi anni non l’ho mai vista” riferisce il Messaggero.

L’autopsia è stata fissata nei prossimi giorni, anche se non si sa ancora la data precisa. Solo un cosa in tutta questa storia è certa: i sintomi riportati dalla modella sono compatibili con l’avvelenamento e solo adesso, dopo una situazione di gran confusione e mistero, sono in corso delle indagini per omicidio volontario coordinate dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio. Non rimane che attendere nuovi sviluppi per vederci chiaro.

Fonti: Adnkronos, Il Messaggero

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