Home Politica Giulia, la ragazza “pace e amore” che non sopporta Matteo Salvini

Giulia, la ragazza “pace e amore” che non sopporta Matteo Salvini

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Giulia Viola Pacilli, classe 1996, studentessa di Lettere Moderne con una passione per il teatro. E con un’antipatia, irrefrenabile, verso il Vicepremier Matteo Salvini. 

Giulia Pacilli la ragazza del cartello

Giulia Viola Pacilli è la ragazza più chiacchierata del momento. E’ lei che nella mattinata del 4 marzo è comparsa tra gli account social del Vicepremier Matteo Salvini. 22 anni, studentessa e attrice, dichiaratamente di Sinistra, è lei che ha sfilato alla marcia antirazzista di Milano, “People”, sabato 2 marzo, sventolando un cartello contro Salvini, e accostando a lui i termini “fascista” e “razzista”.

Giulia nasce a Varese nel 1996 e ora vive a Vanzago, in provincia di Milano. Dopo gli studi classici si iscrive alla facoltà di Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ad undici anni comincia a seguire la sua passione, il teatro, con il “Teatro dell’Armadillo”, dove studierà per cinque anni. Continua la sua formazione presso “Grock Scuola di Teatro”, che conclude al termine del Triennio di Formazione per attori professionisti. Prende parte a diverse sceneggiature e mira a ricreare “un ambiente di ricerca e scoperta che sia il più libero possibile, dove poter sperimentare con stupore quella Bellezza che se, pur fragile, è senza dubbio contagiosa”. Ora, sta portando in giro uno spettacolo intitolato “Voi quella notte, voi c’eravate”, dedicato a Gelsomina Verde, una vittima innocente di camorra.

La sua foto con lo striscione ha fatto il giro del web, e lei è stata messa alla gogna. Responsabile, dice, proprio Salvini, che dovrebbe tutelare gli altri, non “incoraggiare gli insulti”. Eppure, il Vicepremier si è soltanto limitato ad un banale e ironico commento: “Che gentil signora”, questa la didascalia di sicuro meno offensiva dello striscione da lei sbandierato alla manifestazione. In sua difesa è sceso in campo l’assessore PD Pierfrancesco Majorino, e la faccenda ha acceso gli animi, tanto che il fotografo che ha immortalato il momento, per poi condividerlo sul suo profilo Facebook, si è lamentato e ha detto di voler denunciare Salvini per “violazione dei diritti d’autore”, in quanto avrebbe condiviso una foto – già pubblica – “senza autorizzazione”.

Non è la prima volta che Giulia Viola Pacilli viene attaccata a causa dei suoi cartelli antifascisti. Già in passato, infatti, è stata ripostata da Salvini per i suoi cartelli. “Era il febbraio del 2018. Erano state organizzate delle manifestazioni contro il razzismo”, spiega Giulia in un’intervista. “Io avevo partecipato a quella di Milano. Era un movimento molto spontaneo, apartitico”. Quella volta, la frase era meno volgare di quest’ultima, e invogliava gli stranieri a non lasciare soli gli italiani con i fascisti. “Qualcosa di Sinistra, una pagina Facebook, aveva pubblicato la mia foto con questo cartello. La foto è iniziata a girare, anche su pagine di altro tipo. Sono stata bombardata da messaggi terribili, insulti, minacce di morte e di violenza, anche auguri di malattie terminali”, ha spiegato.

Anche lo scorso anno Matteo Salvini l’ha condivisa, con un collage di lei e di una ragazza che manifestava a Macerata. “Non pensavo che uno con un ruolo politico del genere lo avrebbe fatto. Mi ha dato in pasto alla gogna mediatica e ha dato il via libera alla violenza”, l’accusa Giulia. Eppure, le persone che la condividono sono tante: si chiama social, si chiama mondo online, e se non vuoi starci, ti defili. Ci sarebbe poi da chiedere, alla ragazza, se la sua frase “Meglio puttana e buonista che fascista e salviniana”, sia per lei un’espressione più gentile che non mette alla gogna gli altri, a parti inverse. Oppure, se la sua immagine di copertina, sul suo Facebook, “Non scopate con i fascisti”, dia un messaggio positivo, quale ci vuole far credere.

Dopo gli insulti ricevuti lo scorso anno, per un cartello ironico, dice lei, ha comunque scelto di rifare lo stesso e ha spiegato la sua decisione: Il mio messaggio era: preferisco essere così che come siete voi. Non mi fate paura, vado avanti a sostenere quella che, al momento, è una battaglia per i valori umanitari”. La ventiduenne ha anche detto di cercare di aver tutelato la sua privacy, ma che non si aspettava proprio – che ingenuità – che la situazione si ripetesse.

Eppure, Giulia dovrebbe guardare la realtà. Salvini, allora, era un eurodeputato. Oggi è Ministro dell’Interno. “Sì, è una persona che dovrebbe farsi carico della tutela di tutti i cittadini. Non mi ricordo un politico che dal dopoguerra abbia avuto un atteggiamento simile”. Ora, se incontrasse Salvini, avrebbe bisogno di respirare e contare fino a dieci. “Gli chiederei dov’è finita la sua coscienza, perché invece di occuparsi di ciò che è davvero importante per il Paese preferisce fare un post su Facebook”, dice Giulia. “Gli direi che l’Italia per cui lui urla tanto e di cui pensa essere il capitano non è tutta quella che invece esiste. Vorrei dirgli che l’Italia è anche quella che è scesa a Milano in piazza, per la pace e l’umanità. E che siamo nel 2019, che le idee di odio contro cui abbiamo manifestato sono destinate a morire. Non capisco perché si ostini così tanto a voler tornare indietro e fermare la storia”.

E da quando, Giulia, la pace è quella che cerchi di diffondere tu? Da quando la libertà di pensiero esiste, per te, senza diritto di replica? Da quando vuoi esporti ma non accetti che gli altri possano rispondere? Da quando, precisamente, hai ribaltato l’idea di libertà? E da quando credi che usare un linguaggio del genere ti renda più onore? Quando finirai di accusare gli altri per averti messo alla gogna? Quando finirai, come ti consigliano, di fare la vittima?

Chiara Feleppa

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