Lory, una madre sola. Un figlio cade da un grattacielo. L’altro si suicida

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Lory Del Santo ricorda il figlio Loren, morto per una grave patologia celebrale. Nella vita della showgirl, la perdita di due figli.

Lory Del Santo il dolore per la perdita di Loren

Lory Del Santo è una donna segnata da un destino avverso. La sua storia insegna che a nulla serve essere un personaggio televisivo, quando la vita ti si rivolta contro. Insegna che quando la morte ti strappa via una persona cara, può anche non smettere più. E cominciare a rubartele una ad una, inspiegabilmente. Insegna che aerei privati, maglie costose e un mucchio di soldi sono rimedi poco validi, quando morte e malattia ti invadono.

Lory Del Santo avrebbe potuto avere dalla vita tutto quello di cui aveva bisogno. E invece, ora, le manca qualcosa che nessuno potrà mai più restituirle. “Mio figlio Loren ci ha lasciato. Si è tolto la vita a causa di una grave patologia cerebrale. Il suo cervello si è spento per un collasso mentale”, così Lory, mesi fa, a Verissimo, si svestiva dei panni della showgirl e indossava quelli di una madre disperata. Non più la Miss Universo degli anni 80; né la star dai mille amori e dai regali di diamanti. Solo una madre, come tante altre, con gli occhi sbarrati, timorosi, sofferenti, di chi ha ancora paura che ogni cosa che le è rimasta intorno, possa improvvisamente cominciare a morire. Lei compresa.

Loren, il figlio avuto da un uomo mai svelato, è morto suicida a diciannove anni a Miami, l’estate scorsa, a causa di anedonia, una grave patologia celebrale, correlata ad un disturbo dissociativo di identità e ad un possibile disturbo schizoide di personalità. “Mio figlio non provava più emozioni, né dolore, né sofferenza. Non me ne sono accorta“, ha spiegato la donna.

Una dramma già tragico di per sé, che basterebbe a poter parlare di una vita, quella di Lory, rovinata. Ma non basta, perché il dolore di quella madre si intensifica, si raddoppia. Lory sa già cosa vuol dire veder morire un figlio, la mancanza di una voce e di una risata. Ha già visto letti vuoti e giocattoli in ordine, mamma Lory, senza nessuno pronto a disfarli. Ha già salutato una piccola bara, perché Conor, il figlio avuto da Eric Clapton, aveva già distrutto la vita della showgirl. E l’aveva fatto spegnendo solo 4 candeline, e poi un volo, giù nel vuoto, precipitando da un grattacielo.

Una storia atroce, impossibile da pensare e immaginare, tanto che, quando la si sente, si riesce solo a pensare al dolore di una donna. Si annulla la distanza tra televisione e immagine, e improvvisamente capiamo che i drammi sono drammi universali. Che non importa nulla, alla morte, se tutti ti conoscono. E che la vita perfetta, che vediamo in tv, non maschera il dolore. Così, quando vediamo Elena Santarelli piangere per il figlio, di undici anni, affetto da un tumore, ci sentiamo meno soli. E quando vediamo Nadia Toffa, in bilico tra la vita e la morte, capiamo che il successo, di fronte alla natura, è inutile.

E se i commenti degli haters si accaniscono sui vip che soffrono, stesso destino toccò lo scorso anno proprio a Lory, che decise ugualmente di partecipare al Gf Vip. Oggi, di quell’esperienza ricorda a DiPiù: “Il Grande Fratello Vip non mi è servito a dimenticare. Ora sono una moribonda che fa finta di stare bene. Sono brava a mentire, è quello che mi salva. E allora mi armo di un sorriso smagliante, esco e faccio finta di vivere”. La sua scelta divise il pubblico, tra chi si chiedeva come una mamma potesse pensare di partecipare ad un reality; e chi invece, provava a capirla. In fondo, Lory Del Santo è solo una donna estremamente sola, che ha cercato, inutilmente, rifugio in un mondo finto. La realtà, faceva ancora troppa paura.

Forse, non tutti hanno paura di morire. Ma quello che spaventa realmente non è che arrivi una fine per noi. Ma che la morte arrivi per gli altri, lasciandoci soli, in mezzo ad un dolore, dal quale non possiamo scappare. E mentre i morti non ci sono più, a noi restano giorni pieni di dolore. Non sempre, però, siamo pronti a soffrire. E la morte invece ci piomba addosso, come un nemico contro cui giocare una partita a carte.

Chiara Feleppa

Fonti: DiPiù, Verissimo

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