Home Cronaca Oseghale, tre anni a carico dello Stato. Dopo ha ucciso Pamela

Oseghale, tre anni a carico dello Stato. Dopo ha ucciso Pamela

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:42
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Innocent Oseghale è il nigeriano accusato dell’omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza uccisa e fatta a pezzi dopo essere fuggita da una comunità di recupero per tossicodipendenti.

 Oseghale l'assassino di Pamela - Leggilo

Innocent Oseghale, nigeriano, è arrivato il Italia nel 2014 ed è il simbolo dell’integrazione fallita. Il suo nome è associato a quello di Pamela Mastropietro, la ragazzina uccisa e fatta a pezzi dopo essere fuggita da una comunità di recupero nel maceratese. Le accuse degli inquirenti si sono subito concentrate su Innocent Oseghale, 29enne originario del Niger. Con un passato da spacciatore, ora è in carcere con l’accusa di violenza, omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere, come riportato dall’Ansa.

A peggiorare la sua situazione giudiziaria, oltre a prove scientifiche, si sono messe anche le dichiarazioni di un carcerato, un siciliano che è stato nel carcere di Marino del Tronto da luglio ad agosto scorso. Al termine di questo periodo, l’uomo ha contattato gli inquirenti dicendo che Oseghale, suo compagno di cella, gli avrebbe fatto delle confidenze, e avrebbe ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con Pamela, lei consenziente, vicino ai giardini Diaz, poi di averla portata a casa, in via Spalato, per prendere l’eroina. “Ma Pamela si è messa a piangere, voleva andare via da quella casa. Lui le ha dato un calcio alle gambe e poi l’ha uccisa”, riferisce così il pentito. Sarebbe una vera e propria confessione del delitto, che invece finora Innocent Oseghale ha sempre negato. Lo stesso Oseghale ha inoltre negato di aver mai comunicato con il siciliano, ribadendo che non c’è stata nessuna violenza sessuale e nessun omicidio: “soltanto” l’occultamento del cadavere dopo la morte per eroina.

Innocent Oseghale era arrivato in Italia il 26 agosto 2014. È stato poi inserito in qualità di richiedente asilo nel progetto Sprar di MaceratAccoglie – gestito dal Gus e di titolarità del Comune – su richiesta, il primo aprile 2015, del Servizio centrale. Nel progetto Sprar è rimasto dall’aprile 2015 al 7 febbraio 2017. Poi, l’ente locale e l’ente gestore del progetto, in seguito a gravi violazioni del contratto e del regolamento di accoglienza, a causa di comportamenti non conformi alla normativa sulle droghe, ha revocato l’accoglienza della Prefettura di Macerata. Il 3 febbraio 2017, Oseghale è stato arrestato per spaccio di marijuana a un minorenne. Domiciliari, e infine la libertà per assenza di precedenti, come riportato da Fanpage.

Oseghale non si era mai integrato realmente. Non partecipava alle attività proposte, né si mostrava interessato per le attività per l’integrazione. Gli operatori hanno segnalato “scarsa adesione alle regole”. Aveva partecipato a un corso di formazione in pizzeria nel 2015 e uno da saldatore nel 2016. Il 12 maggio 2015 era stato regolarmente iscritto al Centro per l’impiego, ma dopo l’uscita dal progetto non si è più recato agli uffici del Gus, nonostante il centro si si fosse reso disponibile ad attività relative per esempio all’aggiornamento del curriculum o per il disbrigo delle pratiche per il soggiorno.

È chiaro”, ha detto Andrea Marchiori, di Forza Italia, “che ci sia stato un fallimento totale nel progetto di accoglienza di Oseghale. In quasi due anni non è riuscito a integrarsi. Il protocollo d’intesa dà indicazioni stringenti in maniera quasi esasperata sulla condotta che i beneficiari devono condurre”. Marchiori ha sottolineato come Oseghale ” fosse libero di girovagare per la città, di procurarsi le sostanze e di spacciarle a minori. Era schivo nelle attività proposte, ma nessuno evidentemente si era mai reso conto di nulla. Mi chiedo se non ci siano troppe persone inserite nell’accoglienza rispetto alla gestione offerta”.

Questo, quanto emerso dall’interrogazione che il consigliere Marchiori e altri di minoranza hanno portato all’attenzione del Consiglio comunale, per la richiesta di chiarimenti sul profilo dell’uomo, ricostruito dall’assessore Marika Marcolini.

Fonti: Ansa, Fanpage

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