San Camillo di Roma, bimbo muore durante l’allattamento

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Al San Camillo di Roma un neonato muore dopo un giorno di vita e le cause non sono chiare. La magistratura apre un’inchiesta.

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Una notizia che non avremmo mai voluto scrivere è quella che riguarda un neonato di Roma che il 13 febbraio ha smesso di respirare all’improvviso. Il bambino pesava 2 kili ed era nato solo il giorno prima, quando di punto in bianco si sarebbe spento. Tutto è accaduto mentre la madre stava allattando il piccolo. Sappiamo che il bambino era nato prematuro di ben tre settimane, ma nonostante ciò tutti i parametri risultavano nella norma e il bambino che aveva meno di 24 ore stava bene. I genitori del piccolo hanno deciso di andare a fondo proprio perché sembra che non siano state prese le giuste misure cautelari per proteggere il piccolo. Il fatto che pesasse così poco e che fosse anche nato prematuramente avrebbe dovuto portare ad un maggiore riguardo nei confronti del piccolo che, secondo quanto riferito, non è stato neppure messo nell’incubatrice. Per questo i genitori hanno ritenuto opportuno sporgere immediatamente una denuncia per cercare di capire le dinamiche di questa tragedia. La magistratura ha aperto così un’inchiesta per omicidio colposo di cui è a capo il pm Giulia Guccione, anche se dal “Corriere della  Sera” apprendiamo che per adesso non ci sarebbero indagati. Di fatto la cartella del neonato è al momento sotto sequestro e le indagini proseguono.

Tra le ipotesi considerate ci sarebbe anche quella della morte bianca, anche definita la sindrome della morte improvvisa del lattante. Sul fenomeno, che riguarda per l’appunto un neonato che muore dopo un giorno di vita, non si ancora molto. Fino ad oggi infatti la scienza non è riuscita a trovare le cause di questa eventualità che, secondo un rapporto stilato dall‘Unicef nel 2018, colpisce ogni anno 2,6 milioni di bambini al mondo che non riescono a superare il primo mese di vita. Addirittura 1 milione di neonati non superano le 24 ore. Di certo la possibilità che anche in questo caso si sia trattato di sindrome della morte bianca c’è, ma questo non dovrà sicuramente impedire agli inquirenti di capire se ci sono responsabilità da parte dei sanitari che si sono occupati del piccolo dopo la sua nascita.

Fonte: Il Corriere della Sera