Home Cronaca Chi è Essobti Bedr, l’uomo che ha picchiato a morte Giuseppe

Chi è Essobti Bedr, l’uomo che ha picchiato a morte Giuseppe

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Tony Essobti Bedr , l’uomo che ha picchiato a morte il piccolo Giuseppe. Delinquente, violento e con precedenti. Eppure la donna… lo teneva nella sua casa.  

Tony Essobti Bedr, 24 anni, è lui che ha picchiato a morte Giuseppe, il figlio di appena 7 anni della sua compagna con cui conviveva a Cardito, un paesino vicino Napoli. I genitori dell’uomo – nato in Italia da padre tunisino – vivono a Crispano, poco distante dal luogo del delitto. Ora hanno scoperto la dose di malvagità che il ragazzo aveva dentro di sé. Tony era stato qualche anno fa tolto alla mamma, che aveva problemi di alcolismo.

Capelli neri, occhi castani. Qualche tatuaggio, un jeans e un cappottino nero. Si ritrae così, Tony, nel suo profilo Facebook, con occhiali scuri e qualche sigaretta tra le mani. E’ questo l’identikit dell’uomo, “un bravo ragazzo”, secondo i vicini di casa, che lo conoscevano bene. Invece, aveva già precedenti penali per furti e scippi, reati di poco conto. Si manteneva con lavori precari e abusivi. Tutto quello che una donna adulta, come Valentina Caso, non avrebbe dovuto cercare.

La donna, che ora ha perso un figlio e vede la sua bimba piena di lividi, non era in casa al momento dell’aggressione. Eppure, a quanto ha detto Noemy, arrivata in ospedale con il volto tumefatto, l’uomo picchiava spesso sia i bambini che la donna. Ma, evidentemente, per la donna contava più avere un ragazzino accanto, anche se poco affidabile, che preservare la salute dei figli.

A scatenare l’ira di Tony, domenica pomeriggio, le attenzioni che la sua compagna riversava ai suoi figli, togliendole in qualche modo a lui. La coppia viveva insieme a casa di lei, con i due figli, Giuseppe e Noemy, avuti dalla precedente relazione di Valentina, e con una bambina di 4 anni, figlia biologica dei due. Il profilo del ragazzino sembra corrispondere poco e niente a quello di un uomo responsabile. “Sono orgoglioso di essere un ottimo padre presente…sono orgoglioso e non ho niente da dimostrare a chi non mi stima”, si legge sul social. Poi, sotto le foto che lo ritraggono col bimbo, piovono le accuse della gente. L’opinione pubblica è schierata, non c’è santificazione per lui, e probabilmente non lo sarà neanche in carcere. I bambini, non si toccano. Gli danno del mostro, dell’essere ignobile. Una pioggia di offese che rendono solo l’idea. In realtà, ciò che è arrivato a fare, non ha parole che lo descrivano.

“Non c’erano avvisaglie” – ha detto il sindaco di Cardito, Giuseppe Cirillo “la famiglia di lui è bene integrata nel nostro territorio e mai avremmo potuto immaginare che arrivasse a compiere un gesto simile”.  Invece, ora il ragazzo sarà ricordato sempre per la sua malvagità. Per i suoi occhi, diabolici, che si nascondono dietro ai suoi occhiali. E per le sue mani, che in foto accarezzano il piccolo, e che invece si sono strette in un pugno, tanto forte da uccidere.

Chiara Feleppa