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Giuseppe è stato picchiato fino alla morte per aver rotto il letto

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Il tunisino che ha ucciso Giuseppe: “Non ho usato la scopa, solo calci e pugni”

Giuseppe è il bimbo di 7 anni ucciso dopo essere stato picchiato dal compagno della madre. L’uomo, padre tunisino e madre italiana, ha confessato.

Pare che se sei piccolo, e rompi un letto, la punizione che ti tocca è essere colpito con una scopa. Pare anche che se sei piccolo, e poi ti viene da piangere, la punizione che ti tocca è essere colpito più forte. E pare anche che se i tuoi genitori fanno dei sacrifici per comprare delle cose, e tu non lo riesci ancora a capire, perché sei piccolo, la punizione che ti tocca è essere colpito a morte.

E’ la storia agghiacciante che arriva da Napoli. Tony Essobti Badre ha ucciso Giuseppe, un bambino di 7 anni, trovato morto sul divano, e picchiato a sangue la sorellina di 8. Fermato per omicidio volontario e tentativo di omicidio nei confronti della piccola, stanotte, alla procura, è arrivata la confessione. “Stavano giocando e hanno rotto la sponda del lettino. Lo avevamo comprato, e avevamo fatto dei sacrifici per acquistarlo”, ha raccontato l’uomo dopo un lungo interrogatorio avvenuto alla Procura di Napoli, come riportato dall’Ansa.

La confessione lascia ancora più stupiti e increduli, la motivazione sfiora i limiti dell’assurdo. L’uomo ha aggiunto di non aver mai usato una scopa, ma solo – come se fosse poco – calci e pugni. Fondamentale, per risalire all’uomo, le parole di Noemy, la piccola sopravvissuta alle botte. Arrivata in ospedale Santobono di Napoli, piena di lividi e contusioni, avrebbe subito detto di andare a prendere il fratellino, perché il padre, cioè il tunisino, lo stava picchiando. Poi, la bimba ha descritto Tony come “un uomo violento che beve la birra“, per testimoniare un’abitudine che ripeteva spesso. L’uomo era un ambulante e uno scippatore, che in passato aveva commesso piccoli reati. Una persona poco affidabile, insomma, come riportato da Il Corriere della Sera.

L’agghiacciante testimonianza della bimba, comunque, non lascia margini di dubbio sulla sua responsabilità. Secondo le ricostruzioni, il tutto sarebbe accaduto tra le 15 e le 16 di domenica 27 gennaio. Gli agenti del commissariato di Afragola, allertati dai vicini di casa della coppia, sono entrati nell’appartamento e hanno visto il corpo del bimbo sul divano, già senza vita, e la bimba piena di segni. L’uomo si era già allontanato dall’appartamento. Una volta fermato, avrebbe dichiarato agli agenti che i piccoli sarebbero caduti per le scale.

Se ci sono pochi dubbi su Tony – 24anni, nato in Italia da padre tunisino e madre italiana – sono da accertare le responsabilità di Valentina Caso, madre dei piccoli e compagna dell’uomo, trentenne, che al momento dell’aggressione non era in casa. Non si esclude che l’uomo possa aver avuto segni di squilibrio e violenza già in passato tra le mura domestiche. Contro di lei, piovono le accuse di incoscienza nel lasciare i figli con una persona poco affidabile. Ancor più terribile, a riprova dello squilibrio dell’uomo, la gelosia che nutriva verso i figli: il tunisino si sarebbe scagliato contro i figli della donna in quanto geloso delle attenzioni che gli riservava.

Chiara Feleppa

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Fonti: Ansa, Il Corriere della Sera
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