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Mughini e i migranti: “Sacrosanto l’intervento di Baglioni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:21
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Giampiero Mughini torna all’attacco. Anche questa volta il bersaglio è il Vicepremier Matteo Salvini. La persona di salvare invece è Claudio Baglioni  che sembrerebbe ormai entrato in politica, suo malgrado, grazie alle parole spese sui migranti e all’entusiasmo di chi si commuove anche per una sillaba sul tema. Purchè ci sia del buon cuore, in quel che si dice. Purchè la persona sembri buona e buona per la politica della bontà: per finta o per sentito dire, non importa. L’importante è parlar male di Salvini. E Mughini in questo ci riesce benissimo.

 

Mughini sostiene BaglioniIl giornalista  ha scritto una missiva a Dagospia e, parlando di un libro dell’amico Alberto Mingardi si sofferma a smentire quelli che sarebbero i luoghi comuni sui migranti. Menzogne su cui Salvini avrebbe fondato la sua propaganda e fortuna poitica:                                                                                                                 

Leggiamo e impariamo” – scrive Mughini – “Sì o no l’arrivo in un Paese di gente che viene da altri Paesi è un fatto in sé negativo? Non sembrerebbe, stando al fatto che in uno spicchio del mondo il più ricco e creativo – a Cupertino, in California – metà della popolazione è nata in un altro Paese. E allora la questione è altrove, se il Paese che accoglie è economicamente vitale o se invece è un Paese la cui economia è stagnante e ciascuno vuole difendere con i denti il pochino che ha in serbo. Ovviamente, è il caso dell’Italia. Dove il 59 per cento degli italiani reputa “l’immigrazione” un fatto in sé negativo. Solo che a guardare più da vicino, ti accorgi che quel giudizio verte piuttosto sulle capacità dello Stato di gestire l’immigrazione. Uno Stato le cui lacune preesistono all’immigrazione, ad esempio in fatto di sicurezza, di decoro urbano, di case popolari attribuite secondo criteri politici.

Prendiamo alcuni aspetti specifici. La propensione a delinquere. Ebbene, stando ai dati di cui disponiamo emerge che la propensione a delinquere degli stranieri “regolari” è del tutto simile a quella degli italiani. Sono gli stranieri “irregolari” che si comportano male, quelli che non hanno documenti, quelli che per lo Stato non esistono. Quando molti di loro furono messi in regola, nel 2007, l’incidenza della loro propensione a delinquere si dimezzò. Anche in assenza di un accesso al lavoro.

Così come non è vero che più migranti ci sono più aumentano i crimini. Da uno studio di quel che succedeva nel 2014 nel Paese che ha più migranti al mondo, gli Stati Uniti, risultava che il tasso di carcerazione era dell’1,53 per cento per i cittadini americani, lo 0,85 per cento per gli immigrati illegali e lo 0,47 per cento per gli immigrati legali. Sono dati che fanno riflettere molto più di un tweet così o cosà, non vi pare?

E ancora, e poi chiudo. Secondo Eurispes 2018 solo il 28,9 per cento degli italiani sa che la percentuale di stranieri sulla nostra popolazione è attorno all’8 per cento. Più della metà è convinta che quella proporzione sia infinitamente più grande. Il 35 per cento degli italiani credono che fra noi vivono il 16 per cento di stranieri arrivati da ogni parte; il 25,4 per cento degli intervistati credono addirittura che gli stranieri arrivino al 24,5 per cento, uno straniero ogni quattro abitanti del nostro Paese.

Sono dati impressionanti. A leggere il libro di Mingardi ne troverete molti altri, a caterve. Da cui non potrete non dedurre la cialtroneria dei politici nostrani che agitano la questione degli “immigrati” come la questione di vita o di morte del nostro Paese”.

In tema di migranti, è una questione che sembra stia in cima al sentire nazionale”, ha detto ancora Mughini “c’è chi twitta parole di fuoco contro Claudio Baglioni, il quale aveva osato dire che 40 poveri disgraziati in balia delle onde per settimane è un episodio che macchia la dignità del nostro Paese, e c’è chi come me reputa sacrosanto l’intervento di Baglioni. Solo che io, in questo caso purtroppo per Baglioni, non twitto niente”.

Un libro indispensabile quello di Alberto Mingardi dice Mughini, e ne augura la “buona lettura“. Ma di questo libro facciamo volentieri a meno, dico io. Per l’uso scorretto e ideolgico con cui il giornalista ha fatto pubblicità all’amico. Bel modo di andare mano nell mano, con la presunzione di sempre: noi sappiamo più degli altri, sembrano dire. Noi sappiamo giudicare con contezza, gli altri no. Ma Mughini e gli altri trascurano un dato fondamentale che non è statistico, ma politico. Agli italiani delle statistiche non importa nulla. Se la maggioranza degli elettori ritiene che i migranti devono commettere non l’1 per cento dei delitti sul territorio nazionale ma lo zero per cento, in quanto ospiti di un altro Paese, altrimenti fuori dai piedi, questo è il loro volere. E basta. Qundi i libri di Mingardi, Mughini i dati sulla criminalità negli Usa o in Italia non servono. Le statistiche delle persone che sanno, come i Mughini ed i Saviano, ammesso che sappiano qualcosa – certo non sanno tacere – contano zero. Non zero virgola. Zero.

Tra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e Mughini c’erano già stati trascorsi sulla questione migranti, quando il secondo definì Salvini un “lupo mannaro della politica”. Poi, si era scagliato contro il Governo,  contro la Manovra e dopo contro il Vicepremier Di Maio. Insomma, Mughini è quello lì che va in tv a sputare veleno su tutti, ad agitarsi e sbraitare, a nominare Dio, a dire che i voti non contano nulla, a muovere le mani in maniera spropositata. Insomma, si esprime su tutto. Di certo, la capacità oratoria non gli manca. Ma per essere anche convincenti occorre qualcosa in più.

Chiara Feleppa

Fonte: Dagospia

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