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Eugenio, il tassista morto per salvare due sconosciuti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:20
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Un incidente stradale a catena si è verificato la notte tra il 12 e 13 Gennaio nella superstrada Milano-Meda, intorno alle 3.30, nel comune di Cesano Maderno, in direzione Como. Lo scontro ha coinvolto due auto, una si è ribaltata fuori strada.

La vittima si chiama Eugenio Fumagalli, tassista di 47 anni, travolto mentre stava soccorrendo due fidanzati, un 22enne di Limbiate e una 20enne di Meda, rimasti a loro volta feriti a causa di un incidente. A provocarlo è stato un 21enne brianzolo, al volante di un’Audi. 

Eugenio Fumagalli tassista eroe

Eugenio risiedeva a Carugo ma lavorava come taxista a Milano, per la compagnia 6969. Il suo nome, a lavoro, era “Zulu 38”, e viaggiava con il logo di Emergency impresso sulla fiancata della sua auto di servizio. Originario di Albiate, in provincia di Monza, ex poliziotto, aveva ereditato dal padre la licenza di tassista. Sabato notte aveva terminato il servizio, e stava tornando nel Comasco, percorrendo la superstrada, come riportato da Il Corriere della Sera.

La dinamica dell’incidente è piuttosto complessa. Ma, stando alle prime ricostruzioni, all’altezza del tratto di Cesano Maderno, il taxista si è accorto dell’incidente che aveva coinvolto una Renault familiare e una Fiat 600 con a bordo due giovani fidanzati. Allora ha accostato, indossato il giubbetto catarifrangente, ed è andato verso i feriti per soccorrerli. Poi, all’improvviso, un’auto guidata dal ventunenne ha speronato la Fiat, finita addosso al tassista. L’uomo, poi rintracciato dalla polizia stradale, attraverso la targa della sua auto rimasta a terra, non ha prestato soccorso.

Eugenio, sbalzato a terra, è morto sul colpo, nel suo vano tentativo di aiutare degli sconosciuti rimasti feriti. Quando l’ambulanza del 118 è arrivata sul luogo dell’incidente, per Fumagalli non si poteva fare più nulla.

Una morte che ha sconvolto i colleghi. “Sono annichilito da quanto è successo”, ha detto Vincenzo Mazza, direttore di Radio Taxi, che lavorava con Fumagalli da 12 anni. “Era una persona generosa, che si prodigava per tutti: parlare bene di lui significa dire la verità, non c’è nessuna retorica nelle mie parole. Eugenio era una brava persona, aveva qualcosa di aristocratico nei suoi modi. Non l’ho mai sentito alzare la voce con nessuno. Ha pagato la generosità”.

Chiara Feleppa

Fonte: Il Corriere della Sera