Home Cronaca Muore Fernando Aiuti, divenne famoso per un bacio

Muore Fernando Aiuti, divenne famoso per un bacio

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Anche i medici muoiono. Anche se, alcuni, sembrano essere eterni. Fernando Aiuti, nato a Urbino il lontano 8 giugno 1935, è morto al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dove era ricoverato, all’età di 83 anni.

Immunologo e politico, è noto per l’Associazione Nazionale per la lotta contro l’Aids, abbreviata in Anlaids, di cui era fondatore e presidente onorario. Oltre che pioniere della lotta all’Aids e della sua prevenzione, per quasi trent’anni è stato professore ordinario di Medicina Interna, direttore e docente della Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica, coordinatore del Dottorato di Ricerche in Scienze delle Terapie Immunologiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ed era ancora in attività come specialista in Malattie Infettive e Immunologia Clinica.

Un curriculum di tutto rispetto. Una vita spesa a studiare l’Hiv e a insistere per la sua prevenzione, quando ancora la malattia era guardata con disprezzo e con suscettibilità.

Rosaria Iardino, la donna del bacio con Ferdinando Aiuti contro l'HIV

Il professor Aiuti è rimasto celebre anche per il suo bacio in bocca davanti alle telecamere, il 2 Dicembre del 1991, con Rosaria Iardino, una ragazza sieropositiva, in risposta all’articolo di un quotidiano che riportava la falsa teoria che l’HIV si potesse trasmettere con un bacio.  Di comune accordo con la Iardino, sua paziente venticinquenne, la baciò durante un congresso alla fiera campionaria di Cagliari. Un reporter fotografò la scena, e l’immagine fece il giro del mondo.

Proprio la Iardino ne ha pianto la morte. “E’ morto Fernando Aiuti, il mio uomo del bacio, grande immunologo e uomo, con lui ho litigato tantissime volte. Ricordando l’uomo e il professore non posso fare altro che dire grazie per il suo enorme contributo alla lotta contro L’#AIDS”, ha scritto sui social. “Ci sono uomini che per il valore che sanno apportare alla comunità scientifica e culturale dovrebbero godere dell’immortalità. Di lui porterò con me per sempre il suo coraggio. Il nostro bacio altro non era che un grido e un richiamo al coraggio di parlare di Aids, di andare avanti con lo studio e con la ricerca, di informare e di curarsi. Grazie Fernando, per alcuni di noi sarai eterno”, scrive ancora in un tweet.

Il professore si trovava al nesocomio per condizioni di salute ormai critiche. “Il Professore” – recita un comunicato del Policlinico – “era ricoverato presso il reparto di Medicina Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS per il trattamento di una grave cardiopatia ischemica da cui era da tempo affetto e che lo aveva già costretto ad altri ricoveri e a trattamenti anche invasivi. Più recentemente il quadro cardiologico si era aggravato evolvendo verso un franco scompenso cardiaco, in trattamento polifarmacologico”.

La morte è sopravvenuta per le complicanze immediate di un trauma da caduta dalla rampa delle scale adiacente il reparto di degenza. Una caduta precipitosa di oltre dieci metri, dal quarto piano, nella tromba delle scale. Il corpo del professore Aiuti è stato trovato intorno alle 11 riverso sul pavimento dopo una caduta dal quarto piano del reparto dove si trovava ricoverato.

Il pm Laura Condemi, titolare dell’indagine avviata in Procura sulla morte dell’immunologo, ha fatto sapere che non sono state individuate tracce ematiche né sulla balaustra né sulle scale del reparto. Le pantofole di Aiuti erano sul pianerottolo da dove è caduto. Indizi, questi, che aggravano l’ipotesi di un suicidio – forse per la sofferenza dovuta alla malattia.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sul decesso.