Home Cronaca Gad Lerner: “Desirée, padre spacciatore e madre quindicenne. L’odio razziale non serve”

Gad Lerner: “Desirée, padre spacciatore e madre quindicenne. L’odio razziale non serve”

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Il problema nasce in famiglia. Il resto è quasi una conseguenza inevitabile. In un tweet Gad Lerner esprime un’opinione non molto dissimile a quella di Giampiero Mughini sulla morte di Desirée Mariottini la ragazza sedicenne trovata morta in un edificio di Roma, luogo di ritrovo di tossicodipendenti e pusher. Ma, a differenza di Mughini, Lerner punta il dito anche contro i pusher o, almeno li menziona tra le cause di una fine così tragica.

Il giornalista afferma: “Dopo #PamelaMastropietro guardiamo attoniti la vita e la morte di #DesireeMariottini: dipendente da eroina, figlia di spacciatore italiano e madre quindicenne, vittima di pusher immigrati. Vicende tragiche che dovrebbero suggerirci qualcosa di più e di diverso dall’odio razziale“.

E’ vero che il problema della ragazza era in famiglia ma sarebbe ingeneroso affermare che i genitori non abbiano fatto nulla e che la responsabilità di questa morte sia loro. Negli ultimi tempi, Desirée avrebbe preso una strada sbagliata. La madre Barbara aveva chiesto al suo ex di intervenire. Gianluca Zuncheddu, padre della ragazza, a Cisterna è noto a tutti.  Nel 2012 l’uomo è stato arrestato nell’operazione Bassotti, ed considerato dalla polizia uno dei capi dello spaccio di droga a Cisterna. Contro Zuncheddu c’era anche un ordine restrittivo del giudice che gli impediva di avvicinarsi alla sua ex, la madre di Desirée. Ciononostante la donna lo scorso agosto si era rivolta a lui per chiedergli aiuto: “Mi ha detto che era preoccupata per Desirée, rientrava tardi e aveva frequentazioni sospette“. La donna aveva anche trovato psicofarmaci e droga in casa, chiede al suo ex di intervenire. Il padre  lo fa a modo suo. Trova la figlia a Cisterna in compagnia di due stranieri, allontana i due con la forza e schiaffeggia la figlia. Desirée lo andrà a denunciare in Commissariato per maltrattamenti. Quella denuncia della figlia ha come esito i domiciliari per Zuncheddu. Barbara Mariottini prova a prendere le sue difese davanti al giudice, inutilmente. Due settimane fa a Cisterna Desirée viene segnalata dai Carabinieri per aver ceduto pasticche di psicofarmaci. Il padre vieta a tutti di venderle dosi. Una ragazza che la conosceva bene ha raccontato: “Desirée aveva capito che le stava facendo terra bruciata attorno e da Cisterna fuggiva per procurarsi le dosi”.

Il tweet di Lerner  sulla famiglia della ragazza non è piaciuto a molti. Tra questi il Ministro degli Interni Matteo Salvini che ha scritto: “Gad, ma vergognati!!!” commentando così l’articolo di Libero  dedicato proprio alle dichiarazioni di Lerner. Nell’articolo di Libero è riportato il commento di una persona indignata dalle parole di Lerner: “Ci manca che scriva ‘se l’è cercata’ o ‘alla fine vedete che è colpa sua’

Stizzita la replica del giornalista che evidenzia il commento riportato dall’articolo per una replica al Ministro fuori bersaglio: “Ma come può un ministro della Repubblica, Matteo Salvini, farsi propagandista in palese malafede di una fake news? Chi mai avrebbe scritto che Desirée Mariottini se l’è cercata? Vergognati tu!!!” . Lerner confonde – o vuole confondere – un commento, peraltro nè di Libero nè di Salvini, con una notizia promulgata impropriamente. Lerner non ha affermato che la ragazzina se l’è cercata. Ma ha attribuito pesanti responsabilità anche alla famiglia. E questo non è piaciuto. O forse è piaciuto: a Mughini, Giannini e agli altri. Quelli che pensano che Salvini sia un lupo, uno sciacallo, un danzatore macabro e un ministro in malafede.

Pubblicato da Leggilo.Org su Sabato 27 ottobre 2018

Va bene anche questo. Ma non vengano a raccontarci la favoletta cupa del fascismo che ritorna. Possono dire quello che vogliono, giusto o sbagliato che sia. Era qualcun’altro che chiedeva a Zuckerberg di chiudere le pagine FB che non parlavano bene di lui. Ora fa il senatore. E ha il modellino di un aereo sulla scrivania. Così dice. Ma magari è una balla, anche questa.

Pubblicato da Leggilo.Org su Domenica 28 ottobre 2018