Home Cronaca Desirée, fermati due immigrati clandestini. L’amica: “Io li ho visti in faccia”

Desirée, fermati due immigrati clandestini. L’amica: “Io li ho visti in faccia”

CONDIVIDI

I presunti assassini di Desirée Mariottini – la ragazza di 16 anni drogata, stuprata e uccisa in uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma – hanno un volto e un nome. La svolta infatti è avvenuta nella notte, quando la polizia ha fermato due immigrati clandestini con l’accusa di stupro e omicidio. Si tratta di Gara Mamadou (27 anni) e Minteh Brian (43 ani), entrambi del Senegal, anche se cercano dei complici, almeno due persone.

Secondo quanto affermano le forze dell’ordine, i due – ma ripetiamo è possibile che non fossero soli – “hanno somministrato sostanze stupefacenti alla minore in modo da ridurla in stato di incoscienza” e ne “hanno abusato sessualmente, così cagionandone la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre“. L’identificazione è avvenuta dopo una serie di testimonianze e di rilievi fatti nello stabile dove è stato rinvenuto il cadavere.

L’ipotesi degli inquirenti è che Desirée possa essere stata violentata quando già non era più cosciente a causa della droga assunta. Stando alle ricostruzioni, la ragazza non era nuova a quel palazzo frequentato da spacciatori e senza tetto, tanto che c’era già stata parecchie volte in passato. Ora si sta cercando appunto di capire se la vittima sia stata abusata da una o più persone quando lei non poteva opporsi. Secondo l’autopsia risulterebbero tracce compatibili con l’assunzione di droga e con uno o più rapporti sessuali.

Matteo Salvini a San Lorenzo

Salvini a San Lorenzo – dove è stata uccisa la giovane Desirèe – viene accolto tra applausi e contestazioni: “Non mollare”…”Sciacallo, vattene”.Leggi l'articolo ▶️ lsh.re/1WECE

Pubblicato da Agenzia di stampa DIRE su Mercoledì 24 ottobre 2018

E’ chiaro che la famiglia non riesca a darsi pace e neanche le amiche di Desirée, una persona forse fragile – era in cura per una depressione – di cui non si sono fatto scrupolo. A parlare è Chiara, la migliore amica. Lei, chi ha fatto del male alla sua Desirée, lo ha visto in faccia. Dice di averla accompagnata un paio di volte a Roma ultimamente – le due vivono a Cisterna di Latina – sempre per lo stesso motivo:  “Sua madre voleva a tutti i costi che recuperasse il telefonino che lei aveva ceduto a quei ragazzi di San Lorenzo ma quelli non ne volevano sapere”. Non si sa perché avesse dato il suo cellulare a questi disgraziati, ma Chiara per il bene della sua amica vuole andare fino in fono: “Io li ho visti in faccia e ho sempre impedito a Desirée di entrare in quel posto. Perciò adesso vivo con un senso di colpa tremendo, perché anche quella notte lei mi telefonò ma io non le risposi. Magari l’avrei salvata”.

Non si è fatta attendere anche la reazione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini che si è recato sul luogo dell’omicidio per fare luce sulla vicenda: “Due immigrati clandestini fermati stanotte per lo stupro e la morte di Desirée, altri due ricercati. Grazie alle Forze dell’Ordine, farò di tutto perché i vermi colpevoli di questo orrore paghino fino in fondo, senza sconti, la loro infamia”.

San Lorenzo, Centri sociali e femministe contro Salvini: "Vattene, sciacallo"

Pubblicato da Leggilo.Org su Mercoledì 24 ottobre 2018