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L’Europa contro l’Italia anche sulla Mafia: “Inumani con Provenzano”. Di Maio: “L’inumano era lui”

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La Corte Europea di Strasburgo commenta con parole dure la decisione dell’Italia di tenere Bernardo Provenzano in regime di carcere duro, anche negli ultimi mesi della sua vita. 

Bernardo Provenzano, boss mafioso condannato a più ergastoli, fu arrestato nel 2006 dopo una latitanza di oltre 40 anni. Nel 2016, a 83 anni, uno dei mandanti delle stragi più sanguinose della storia italiana, è morto in carcere dopo una lunga malattia. La sua pena è stata scontata in regime di 41 bis, a cui fu aggiunta una “sorveglianza speciale” per prevenire che uno dei capi di “Cosa nostra” comunicasse con l’esterno, come faceva durante la latitanza attraverso i suoi famosi “pizzini”.

Italia condannata per il trattamento riservato a Bernardo Provenzano

La Corte europea per i diritti umani ha condannato l’Italia proprio per il trattamento riservato a Bernardo Provenzano. In particolare da Strasburgo è arrivata la critica sul l’applicazione del regime di carcere duro nel periodo compreso tra il 23 marzo 2016 e la sua morte, avvenuta il 13 luglio dello stesso anno. Secondo i giudici, il ministero della Giustizia italiano ha violato il diritto del detenuto a non essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti, tenendo il boss mafioso al 41 bis, regime carcerario previsto dall’ordinamento giuridico italiano per i reati di mafia, terrorismo ed eversione.

41 bis troppo duro per Provenzano? La risposta di Di Maio e Salvini

Durante la detenzione, Provenzano si era appellato all’articolo 3 della Convenzione dei diritti umani, lamentandosi del trattamento ricevuto in carcere rispetto alle sue condizioni di salute. Per il legale del boss, Rosalba Di Gregorio, il 41 bis fu una persecuzione. Per il fratello del boss, Angelo Provenzano, una vendetta dello Stato italiano. Non sono tardate le reazioni dei principali esponenti politici italiani di fronte a questa condanna della corte europea.

Per il vicepremier Luigi Di Maio: “I comportamenti inumani erano quelli di Provenzano. Il 41bis è stato ed è uno strumento fondamentale per debellare la mafia e non si tocca. Con la mafia nessuna pietà”. Durissimo Salvini: “Ennesima dimostrazione dell’inutilità di questo ennesimo baraccone europeo. Per l’Italia decidono gli Italiani, non altri“.

Alessandra Curcio