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Droga in Campania, l’inchiesta sfiora la Lega

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Guai per gli esponenti politici in Campania: nell’ambito dell’inchiesta “White Stone” è finito in manette un referente della Lega.

Una grande inchiesta antidroga. Una maxi operazione dei carabinieri che porta a 72 arresti. Tra le persone finite in manette il 15 ottobre c’è anche Bartolomeo Falco, esponente politico della Lega. Falco era stato scelto come referente del Carroccio nel comune di Comiziano, in provincia di Napoli. La nomina era arrivata da un leghista d’eccezione, Gianluca Cantalamessa, plenipotenziario del ministro dell’Interno Matteo Salvini in Campania

 Ora quest’ultimo dovrà fare i conti con un bel problema e dovrà spiegare come mai uno dei coordinatori scelti da lui è finito in carcere in un blitz contro un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga. Bartolomeo Falco, classe 65, aveva abbracciato il progetto politico della Lega dopo un passato da centrista e da consigliere comunale. Da giugno aveva cominciato il suo mandato politico in un paesino del nolano, di appena 2000 abitaniti, fin quando la Procura di Napoli e i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno interrotto la sua avventura. Le manette sono scattate ai polsi di Falco nell’ambito dell’operazione “White Stone”. Il nome nasce dalla parola in codice con cui veniva ordinata la cocaina nelle conversazioni intercettate, ovvero “pietra bianca”.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, che ha coordinato l’operazione, Falco “acquista e vende ingenti quantitativi di cocaina”, nei dintorni di Tufino. Inoltre l’ex consigliere comunale ha contatti con vari spacciatori della zona. Un duro colpo per la Lega che lo aveva annunciato, qualche mese fa, come uno dei volti nuovi della politica in Campania. Il vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini dai social, si è complimentato con il lavoro delle forze dell’ordine: “Arrestati i portatori di morte“.

Bartolomeo Falco

Sulla vicenda ha rilasciato delle dichiarazioni Cantalamessa, che ha voluto specificare la posizione della Lega rispetto all’arrestato: “Falco non ha mai avuto da noi alcuna nomina. Non voglio negare che questa persona si fosse avvicinata, lui ed altri erano stati difatti citati in quella nota come persone che si erano fatte avanti. Ma prima di avere una nomina noi vogliamo vederci chiaro: quello che dice Salvini è vero, facciamo prima delle verifiche e quindi non era scattato alcun incarico. Dopodiché, non avevamo il minimo sentore che ci fosse qualcosa che non andava”. Questa precisazione basterà a placare eventuali polemiche?

Alessandra Curcio