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Nadia Toffa: “Ho pianto quando mi hanno detto che il cancro era tornato”

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Nadia Toffa appare fragile e dolcissima, mentre  si confessa a Verissimo, ospite di Silvia Toffanin. Qualche ora fa l’indiscrezione di quello che è stato il momento più forte, quando ha ammesso di non aver affatto vinto il suo male e di essersi dovuta operare più di una volta. Una dichiarazione pesantissima perchè fa intuire, senza mezzi termini la delicatezza delle sue condizioni di salute. Nadia ha aggiunto qualche dettaglio, in modo diretto semplice e toccante: «Dopo l’intervento d’urgenza dello scorso dicembre, quando mi ero sentita male, a marzo quando ho saputo che era recidiva: il cancro era tornato, in quel momento ero da sola e ho pianto al telefono con un amico Lorenzo, lui è una persona molto forte che mi è stata accanto».

Nadia ha parlato dell suo libro Fiore d’inverno, e fa rivivere un ricordo d’infanzia: «È l’unico fiore che spunta d’inverno e col freddo, perché è più forte di tutti gli altri. Ne parlavo da piccola con mia mamma, lei mi spiegava che il bucaneve è più forte perché ha più voglia di vivere degli altri fiori. Il libro non parla della malattia, ma della mia vita e di come ho affrontato la malattia». Non è un caso che in queste parole emerga la figura della madre che da mesi accompagna il difficile percorso della figlia. Le capita di parlare di Dio a Nadia. Un argomento che un anno fa non avrebbe mai sfiorato. Ma si intuisce il percorso dei suoi pensieri quando rivela di aver chiesto: “Perchè a me?”. Una domanda che evidentemente non ha rivolto a se stessa. E una

«Il Signore mi ha dato una sfida che io posso non vincere, ma devo combattere. Sempre» – ha spiegato Nadia. Ed è come se rivelasse una risposta che ha percepito dentro di sè, una risposta più forte del male che la sta affliggendo – «Non volevo mica il cancro, sono stati mesi di dolore»  spiega Nadia, ancora giovane e bella e dice una frase che spiega tutto: «mesi in cui sono passata dal chiedermi “Perché proprio a me?” al “Perché non a me?“. Ognuno vive le sue sfide, pensate ad un padre di 40 anni che perde il lavoro. Il Signore non è cattivo, non vuole vederci soffrire, ma ci mette alla prova. E se ce l’ho fatta io, può farcela chiunque».

Nadia Toffa parla molto della mamma, al suo fianco in ogni momento e soprattutto dopo i vari interventi: «Lei mi disse: “Finalmente posso darti una mano”».
Uscire e fare continuamente terapie, assaltata dai paparazzi, era l’ennesima difficoltà per Nadia Toffa, che però racconta il suo escamotage: «Mi camuffavo, con abbigliamento, parrucche, e diventavo Silvana, il mio alter-ego. Poi però ho buttato tutto, non c’è più. L’avevo fatto per gioco, ma è anche un modo per stare meglio. Pensate, ad esempio, alla clown-terapia per i bambini in ospedale. Sorridere aiuta a stare bene».

Nadia Toffa ha parlato anche delle critiche subite: «Ho le spalle larghe, le polemiche non mi toccano. In Italia c’è troppo odio sociale. Molti sono arrivati ad accusarmi di essermi inventata il tumore. La gente mi chiede per strada: “Sei quella del cancro?, io rispondo: “Ah, grazie, era un minuto che non ci pensavo”» sottolinea con quell’ironia che, per fortuna, continua ad accompagnarla. Con la stessa verve ed ironia aveva annunciato il suo incontro con Silvia Toffanin nella sua pagine Instagram

nadiatoffaBuongiorno ragazzi belli! Oggi verso le 16.25
Sarò ospite a @verissimotv …. se avete voglia ma soprattutto tempo mi trovate lì 🙏🏻🙏🏻💋 io finisco di lavorare alle iene e mi fiondo là 😃 guardate…
quando due TOFFAS si abbracciano si sprigiona una magia speciale 💫
Io poi in trasmissione mi sono vestita come “la donna che visse due volte”! 🤣vi ricordate il film di Hitchcock??!Quando ero piccola lo davano sempre in tv… Lo so a memoria 🤦🏼‍♀️🙄 E poi coincidenza rete4 ieri lo trasmette (allego prova fotografica)🤷🏼‍♀️🤫 #buonagiornataatutti 💗 smakkkk grande 💋 a dopo 🙏🏻

E torna a parlare dell’ultima polemica, Nadia, di quella parola “dono” che in molti non le hanno perdonato: «Non volevo mica dire che il cancro è un regalo, quello che faccio mi dà più energia di quanto non me ne tolgano la chemio e la radioterapia».